MAMMA DOCENTE: VI RACCONTO PERCHE’ I NOSTRI FIGLI PREFERISCONO LAVORARE ALL’ESTERO.

Vittoria. 04/01/2018
di FRANCA PRIVITELLI
Sono la mamma di una ragazza che 4 anni fa ha deciso di costruire la propria carriera lavorativa all’ estero, lei fa parte di un gruppo su facebook, noto come “ ITALIANI A DUBAI”, una comunità dove ci si scambiano informazioni e consigli sulle varie opportunità di lavoro, su come procedere per i documenti , su come e dove cercare casa da affittare e tanto altro. Oggi fortunatamente il Web ci aiuta ad accorciare le distanze e strumenti come Skype o Tango, ci permettono di parlare e mantenere vivi i rapporti e gli affetti ; ed è proprio Skype che mi ha permesso di conoscere le varie tappe esperienziali di mia figlia e le dinamiche del lavoro all’estero . Forte di questo, voglio raccontarvi il perché oggi i nostri giovani preferiscono scappare dall’Italia e lavorare all’estero.
La scelta di andare all’estero è dettata non solo dal fatto di trovare un lavoro stabile, ben retribuito, ma soprattutto dal fatto di avere la certezza di poter crescere professionalmente e avviare una carriera. In Italia ormai tutto questo è diventato quasi impossibile: una elevata tassazione del costo del lavoro dipendente ed autonomo, di fatto frena le assunzioni e le offerte di lavoro, l’elevata tassazione sui redditi e i costi e la lentezza della burocrazia, rende scarsamente appetibile il nostro Paese , allontanando investitori e imprenditori che delocalizzano sempre più, inoltre la mancanza di un adeguato riconoscimento del lavoro dipendente: precarietà , scarsa valorizzazione della professionalità e della cultura del lavoro in generale, demotiva fortemente i nostri giovani a restare in Italia.
Cominciamo col dire che all’estero “nessuno “ ti manda, ma è il tuo CURRICULUM fatto di titoli, conoscenze , esperienze lavorative e competenze, che ti presenta e l’assunzione avviene attraverso un sistema di valutazione meritocratico. Qualunque sia il lavoro : “Vendita di beni” o “Prestazione di servizi” ,l’ambiente lavorativo che si presenta è dinamico , i colleghi sono di supporto nell’inserimento e nel far parte del sistema. La prestazione di lavoro è cadenzata da incentivi o bonus di produzione mensili. Il lavoratore, appena assunto , viene immesso in una rete di training di formazione , affiancato da un “buddy” o “trainer” che ti segue dal primo al terzo mese di lavoro, per avviarti al meglio nella professione. Ad ogni quadrimestre vi sono delle verifiche e valutazioni , per tenere alta la produttività del dipendente. Il dipendente inoltre, dietro personale richiesta , ai fini di un arricchimento professionale, può rivolgersi al suo superiore e richiedere personalmente di partecipare a dei training specifici , a cui parteciperà in orario extralavorativo e a titolo gratuito.
Gli incentivi sullo stipendio sono possibili nel breve termine e vengono attribuiti sulla base delle lingue conosciute e sulla base di griglie che prevedono il raggiungimento di risultati come : il budget minimo che il dipendente deve raggiungere nelle vendite di prodotti o di servizi; il numero dei membership che riesce a fidelizzare tramite rilascio di fidelity card; numero di nominations che il dipendente riesce ad avere su tripadvisor ( nel campo della ricezione e ristorazione ) e sui feedback dei clienti che appaiono sul questionario di valutazione della qualità del servizio, il cosiddetto “costumer sadisfaction”. Al dipendente non è difficile raggiungere questi traguardi, poiché l’azienda o il datore di lavoro ha interesse a formare bene il proprio dipendente , e a tal fine riconosce al lavoratore anche un “empowerment” , in poche parole : una certa “libertà di azione”(che nasce dalla formazione) che si traduce in decisioni e azioni , nell’ambito delle relazioni con i clienti .
L’EMPOWERMENT, è il frutto di formazione acquisita attraverso le più classiche conoscenze di alcune Tecniche di marketing conosciute come :” Looking of the box” , letteralmente “ guarda oltre la scatola” Personalising the experiences delivering an exceptional service” ,” personalizza le esperienze e darai al cliente un servizio eccellente” che si traducono nel: riconosci il cliente noto e premialo o fidelizza il cliente, o compensa gli eventuali disservizi con piccoli omaggi o con scontistica ad hoc, ecc. Tutto ciò non solo gratifica il cliente, ma consente al dipendente di migliorare la propria perfomance e il servizio dell’azienda.
In Italia tutto questo sembra alieno al normale mondo del lavoro, il datore di lavoro gratifica pochissimo il dipendente, gli incentivi sullo stipendio , se va bene, vengono riconosciuti dopo decenni di lavoro dipendente, la formazione professionale viene lasciata al caso o al raro interesse del dipendente che spesso non ha a disposizione neppure gli strumenti formativi, ed è demotivato dalla scarsa retribuzione e dalla limitazione della libera iniziativa. L’ambiente di lavoro spesso, non è tra i più amichevoli , i rapporti tra i dipendenti risentono di un forte protezionismo del proprio ruolo e si è gelosi delle competenze, si tende a non condividere le proprie conoscenze ( spesso poche e limitate ) con gli altri, e si tende anche a mettere in cattiva luce i colleghi , a vantaggio della propria immagine lavorativa, causa anche della penuria di lavoro. Tutto ciò crea un clima di ostilità e rivalità che si ripercuote sulle prestazioni lavorative dei dipendenti, a discapito dell’immagine dell’azienda. Con questi presupposti si comprende bene perché i nostri giovani preferiscano emigrare, anzichè essere sfruttati e sottopagati in Italia. In attesa che la classe politica italiana, sarà in grado di proporre politiche lavorative che facciano crescere quantitativamente e qualitativamente il mercato del lavoro e le sue offerte, degne di un Paese post – industriale del terzo millennio, e nell’attesa che in Italia scompaiano: dispositivi vergognosi come il jobsact e i vouchers; quando nel nostro Paese sarà eliminata: la mediocrità, la scarsa professionalità, la raccomandazione , la ridicola alternanza Scuola-Lavoro, e si avvierà una seria riforma fiscale che abbasserà i costi del lavoro, i costi dell’energia, una veloce e scarna burocrazia, una equa tassazione dei redditi, l’abolizione di doppia tassazione di redditi già tassati ,l’abolizione di tassazione per il riscatto di beni mobili ed immobili, già di proprietà della famiglia e tassati agli ascendenti, insomma fino a quando la classe politica combatterà l’istigazione all’evasione fiscale e pagherà i costi della politica ,con una tassazione insostenibile che bastona solo il cittadino, e nella speranza che tutto cio’ non avvenga fra 30/40 anni, accontentiamoci di abbracciare i nostri figli via Skype o su Whatsapp. Al momento , Buon 2018 e tanti AUGURI, soprattutto ai nostri giovani!

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