Mercato di Vittoria…mafia si mafia no

VITTORIA – “Ancora una volta siamo costretti a denunciare le manifestazioni di infiltrazione criminale in un bacino produttivo essenziale per l’economia della nostra provincia, quale il Mercato ortofrutticolo di Vittoria.

L’ultimo e gravissimo episodio ha fatto registrare il rogo di ben quattro automezzi e le ustioni che hanno ferito un dipendente della ditta soggetta ad attentato. Tale atto violento rappresenta l’ennesimo episodio di una serie di attentati che da alcuni mesi colpiscono operatori economici che interagiscono con il più importante mercato ortofrutticolo del Meridione.
E ancora una volta, come nella consueta e consunta tradizione negazionista, alcuni soggetti benpensanti si sentono offesi perché un parlamentare della Repubblica italiana si sia sentito in obbligo di denunciare con forza che “c’è del marcio in seno al mercato di Vittoria”.
Infatti il Senatore Francesco Campanella è intervenuto in Parlamento contemporaneamente alla convocazione urgente del comitato provinciale per l’ordine pubblico, alle dichiarazioni del Presidente della Regione : ”Vittoria emergenza nazionale”, e alle denunce allarmate di altri parlamentari e delle associazioni sindacali e di categoria.
Il parlamentare di Sinistra Italiana ha chiesto un intervento più deciso dello Stato che preveda anche il commissariamento della struttura mercatale proprio per prevenire e reprimere l’espansione dell’imprenditoria mafiosa che strangola le imprese sane.
I nostrani benpensanti – facendo finta di ignorare che una nota organizzazione “estremista”, come la Coldiretti, già da tempo ha denunciato le infiltrazione mafiose nella filiera agroalimentare della provincia di Ragusa – senza alcun pudore dichiarano che i provvedimenti contro la mafia danneggiano gli operatori economici onesti ( sic!).
E’ il solito mantra che viene recitato in tutte le aree infiltrate – al Nord come al Sud – quello di ammettere supinamente che la criminalità condiziona alcuni segmenti economici e quindi è meglio coprire con la vernice il tessuto marcio, invece di ribellarci a tale piaga sociale.
La federazione ragusana di Sinistra Italiana, condividendo le proposte del senatore Campanella, ritiene che le interrelazioni illegali tra il mercato di Vittoria e i mercati di Fondi, Bologna, Verona e Milano debbano essere attentamente attenzionate da uno specifico gruppo di commissari di comprovata alta professionalità al fine di mettere in atto proposte e provvedimenti in grado di disarticolare quella rete criminale che soffoca ed emargina produttori ed erogatori di servizi nel comparto agroalimentare.
Occorre invertire la rotta, dare segnali chiari e netti: lo Stato deve fare fino in fondo la propria parte non solo dimostrando a parole solidarietà ai soggetti colpiti, alle imprese sane, alle associazioni antiracket che si battono per la trasparenza e la legalita ma soprattutto mettendo in campo risorse, uomini e mezzi in grado di contrastare e vincere le connivenze, i silenzi omertosi, le subalternità di coloro i quali dinanzi al fenomeno criminale e mafioso presente nel nostro territorio e in alcuni gangli vitali dell’economia ( come ad esempio il Mercato di Vittoria) preferiscono voltarsi dall’altra parte dimostrandosi parte del problema e non parte della soluzione“.

Fin qui la nota di Sinistra Italiana che abbiamo pubblicato integralmente così come solitamente facciamo con quanti si rivolgono alla nostra Redazione, ma alcune riflessioni sono necessarie.
Da anni si parla di infiltrazioni mafiose al mercato di Vittoria, ma non solo in quello, bensì in molte strutture mercatali italiane e nel mondo della filiera agroalimentare; da anni, assistiamo a dispute a volte oltre i limiti della tollerabilità, che vedono contrapposti due schieramenti, quelli a favore della tesi che le infiltrazioni mafiose ci sono, sono tangibili, evidenti e sotto gli occhi di tutti, dall’altro, quelli che sostengono, non solo che le infiltrazioni sono frutto di fantasia, ma che la stessa mafia è una invenzione di qualcuno che vuole speculare sull’argomento per motivi propagandistici, di tornaconto personale o elettorali.
Le ultime notizie, per intenderci quelle che riguardano l’operazione disposta dalla Procura Distrettuale di Catania, ci raccontano di due arresti effettuati stamattina, 27 febbraio, a Vittoria, che vedono coinvolti i 2 titolari di altrettante attività strettamente collegate alla struttura di Fanello, che sarebbero collusi con organizzazioni criminali quali la stidda e la camorra.
Mentre pochi giorni addietro, dopo che un altro episodio analogo era stato registrato in un’altra ditta locale di autotrasporti, quattro tir posteggiati all’interno della C.A.A.I.R sono andati in fumo per mano di qualcuno che probabilmente non tollera la concorrenza.
Nel frattempo, tra un attentato e un altro, tra una minaccia e un’altra nei confronti di chi viene additato come responsabile della crisi economica vittoriese, (come a dire che un tentativo civile di ribellione di chi si oppone al malaffare, è il vero e unico motivo di crisi economica) ci si scandalizza se si ipotizza che lo Stato, con l’accesso nell’area economicamente più importante del meridione d’Italia, determinerebbe il collasso “finale” di tutta l’economia.
Noi non intendiamo esprimere giudizi sulla correttezza e l’onestà degli operatori che lavorano all’interno dell’ortomercato di contrada Fanello, ma non possiamo non stigmatizzare chi, con fare a volte arrogante, continua a gridare a piena voce che nessuno ha titolarità per svolgere accertamenti su una struttura, che molto spesso è al centro delle attenzioni giudiziarie. Chi può svolgere questi controlli e ha titolarità per farlo se non le istituzioni preposte dello Stato?
Riteniamo doveroso che un intervento istituzionale arrivi presto e riporti serenità e trasparenza in un mondo che allo stato attuale è al centro dell’attenzione, purtroppo negativamente, altrimenti, la casa continuerà a bruciare e in questa città non ci potrà essere la pace auspicata.

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