Milano, donne. Zajczyk e Sonego al Convegno internazionale a Palazzo Marino: “Ancora lunga la strada dei diritti e delle libertà”

Milano, 18 aprile 2015 – I diritti e le libertà delle donne vent’anni dopo la Conferenza internazionale delle Nazioni Unite del 1995: se ne è discusso oggi a Palazzo Marino, durante il convegno  ‘Vent’anni dopo Pechino’, organizzato dal Gruppo Donne Internazionale della Casa delle Donne di Milano, patrocinato e promosso dal Comune.

“Questo convegno – ha dichiarato Francesca Zajczyk, la delegata del Sindaco per le Pari Opportunità – è stato un primo momento pubblico davvero importante che ha visto la partecipazione di esponenti del mondo femminile provenienti anche da Paesi in cui le donne stanno lottando per i loro diritti e la loro emancipazione. Una giornata stimolante e molto interessante, che ci ha permesso di riflettere e prendere ulteriormente coscienza della lunga strada che c’è ancora da fare per il rispetto dei diritti delle donne”.

“In questi vent’anni il mondo è cambiato e, purtroppo, non sempre in meglio, né per quanto riguarda le povertà, le guerre, l’ambiente e il lavoro e, quindi, neanche per quanto riguarda l’auspicata emancipazione delle donne – ha detto Anita Sonego, la presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano -. La globalizzazione, che avrebbe dovuto estendere i diritti e la libertà, ha anche creato nuove schiavitù oltre a una recrudescenza degli integralismi che usano le religioni come contrapposizioni tra diverse culture.Ancor più necessario è, quindi, che le donne del mondo intreccino pensieri, esperienze e relazioni, come abbiamo fatto nel convegno di oggi”.

Sono passati vent’anni da quando la Quarta Conferenza Internazionale delle Donne di Pechino, indetta dall’Onu nel 1995 con la partecipazione di oltre trentamila donne di tutto il mondo – di organizzazioni governative e non – ha affermato la pretesa di “guardare il mondo con gli occhi di donna” e ha approvato la Piattaforma d’Azione, il testo politico più rilevante e avanzato su cui le donne si sono confrontate a livello internazionale su temi come povertà, educazione, salute,  lavoro, ambiente, violenza, e che resta tuttora il più consultato in tutto il mondo (www.onuitalia.it/calendar/pechino.html).
Molte cose sono cambiate in questi vent’anni: basta pensare alle dimensioni che oggi hanno, da un lato, la globalizzazione e il neoliberismo, dall’altro i fondamentalismi, entrambi nemici della libertà delle donne e stretti in una paradossale alleanza.

Il convegno è stato aperto da Francesca Zajczyk, la delegata del Sindaco per le Pari Opportunità, Anita Sonego, la presidente della Commissione Pari Opportunità, Eleonora Forenza, eurodeputata della Sinistra Unitaria Europea, membro della Commissione diritti della Donna e uguaglianza di genere. A seguire, gli interventi di Cecè Damiani, Paola Melchiori e Marina Sangalli del Gruppo Donne Internazionale della Casa delle Donne di Milano, promotrici del convegno. Molte le ospiti internazionali: Peggy Antrobus (Canada/Barbados), fondatrice di DAWN (Development Alternatives with Women for a New Era), Berit As (Norvegia), fondatrice dell’Università delle Donne Nordiche ed ex parlamentare, Aem Belhadj (Tunisia), ex presidente dell’Associazione Tunisina Donne Democratiche (ATFD), Mona El Tahawi (Egitto), giornalista, sociologa e attivista per i diritti delle donne in Medio Oriente, Justa Montero (Spagna), coordinatrice del Tavolo Governativo ONG femministe spagnole, Jasmina Tesanovic (Serbia), scrittrice, giornalista e regista (Donne in Nero di Belgrado).

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