Modica. Votato a maggioranza un emendamento della mozione sul raddoppio della Ragusa Catania

Protesta della minoranza. Manca il numero legale. Seduta rinviata a oggi

Modica – Consiglio rinviato a oggi dopo la mancanza del numero legale, dovuto all’abbandono dall’aula per protesta e scelta politica, del gruppo di minoranza che ha inteso contestare la proposta di emendamento, poi votato a maggioranza, al documento relativo alla mozione sulla vertenza per la realizzazione del progetto di raddoppio della strada Ragusa – Catania, tendente a non riconoscere il ruolo e quindi l’attività del tavolo dello sviluppo e del lavoro, finalizzate al superamento degli ostacoli per la realizzazione del progetto di raddoppio della strada Ragusa Catania, costituitosi alla Camera di Commercio di Ragusa e a non impegnare il sindaco e il presidente del consiglio comunale a partecipare alle iniziative del tavolo.

Presenti diciassette consiglieri la seduta si apre con il punto relativo alla “vertenza per la realizzazione del progetto di raddoppio della strada Ragusa -Catania – su invito del tavolo per il lavoro e lo sviluppo che ha sede nella Camera di Commercio di Ragusa. Il documento nei fatti esprime il sostegno dei consigli comunali di tre provincie (Ragusa,Siracusa e Catania) finalizzato alla realizzazione del progetto di raddoppio della superstrada Ragusa _ Catania; poi fa voti perché venga convocata al più presto un conferenza di servizi tra il Ministero della Infrastrutture, il Ministero dell’economia, il Cipe e le istituzioni locali, con larga rappresentanza delle parti sociali, con l’obiettivo di accelerare la procedura per la realizzazione del progetto del raddoppio dell’arteria e impegna il sindaco e il presidente del consiglio comunale a partecipare alle iniziative decise dal tavolo.

Sull’argomento interviene il consigliere Piero Covato che presenta un emendamento letterale secondo il quale vanno cassate solo due parti del documento ovvero: il consiglio esprime “ il proprio sostegno alle iniziative decise dal tavolo dello sviluppo e del lavoro attivo finalizzate al superamento degli ostacoli per la realizzazione del progetto di raddoppio della strada Ragusa – Catania; e impegna “ il sindaco e il presidente del consiglio comunale a partecipare alle iniziative decise dal predetto tavolo”.

L’emendamento secondo il consigliere D’Antona indebolisce il documento.

Il comune non fa una bella figura anche perché dimostra di non avere fiducia nel tavolo peraltro senza spiegarne le ragioni e le motivazione. Invita il consigliere Covato a ritirare l’emendamento.

Il consigliere Andrea Caruso valuta che il documento va votato così e com’è, secondo prassi.

L’emendamento che cassa la parte del documento citato viene votato a maggioranza con undici voti a favore e sei contrari.

Il consigliere Piero Covato denuncia il fatto che l’opposizione lascia l’aula dopo l’approvazione dell’emendamento dimostrando con questo la poca lungimiranza politica a sostenere la realizzazione del progetto di raddoppio della strada Ragusa – Catania.

In premessa ricorda che il documento cita l’attività del tavolo per il lavoro e lo sviluppo, quindi non vede problemi.

L’Assessore Giorgio Belluardo, nella qualità di consigliere del gruppo di maggioranza che rappresenta rileva che l’opera è vitale e quindi esprime il voto favorevole al punto.

Il consigliere Vito D’Antona a nome dei gruppi di opposizione giustifica l’uscita dall’aula per protesta politica;il consigliere Covato senza alcuna motivazione ha cassato nei fatti il sostegno del tavolo dello sviluppo e del lavoro.

L’uscita dall’aula è un atteggiamento e una scelta politica utile per non essere invischiati, come è successo con il Consorzio dei Comuni grazie alle iniziative del sindaco, in una pessima figura e Modica su questo è fanalino di coda, isolandosi dal resto del territorio. Annuncia di rinunciare assieme ai consiglieri di opposizione al gettone di presenza della seduta.

Il sindaco chiede di parlare per fatto personale per rispondere al consigliere D’Antona su un argomento non posto all’ordine del giorno; il presidente Garaffa non intende dargli la parola perché si è in sede di dichiarazione di voto. Il regolamento prevede, in caso di diniego, una votazione del consiglio per decidere se concedere l’ intervento per fatto personale.

Ai voti, si registra la mancanza del numero legale. Undici, infatti, i consiglieri a favore e uno contrario, e la seduta è rinviata a oggi, quando è necessaria, per garantire il numero legale, la presenza di dodici consiglieri.

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