Museo Archeologico di Ragusa, Agosta e Stevanato (M5S): “C’è bisogno di politica seria”

Riceviamo e pubblichiamo

Non appena le cronache risuonano di qualche faccenda legata al Movimento 5 Stelle giornali e leoni da tastiera sui social fanno a gara per sollevare eccezioni e rilevare contraddizioni, spesso senza entrare nel merito delle questioni.

Lo stesso NON accade quando si tratta di vicende legate all’operato dei governi regionale e nazionale, come per esempio nell’attuale querelle che attiene al Museo Archeologico di Ragusa.

Museo che, ricordiamo, è di esclusiva competenza dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana e della sottoposta Soprintendenza i cui responsabili, a tutti i livelli, sono di nomina regionale. Assessorato ai Beni Culturali sempre protagonista di vicende poco chiare che hanno interessato le cronache regionali a proposito di affidamento di siti ai privati, di biglietterie fantasma, di eterne incompiute come le nostre Latomie di Cava Gonfalone.

Ragusa è anche protagonista della vicenda legata al recupero e al restauro della Chiesa e del Convento di Jesu a Ragusa Ibla nei quali locali di quest’ultimo doveva essere trasferito il Museo Archeologico di Ragusa.
Da anni si attende la fine di interminabili lavori che hanno, peraltro, stravolto l’immagine antica della costruzione arroccata sul vallone su di Ragusa Ibla.

Nel corso della conferenza stampa, indetta dall’attuale Soprintendente, in occasione dell’ennesimo finanziamento per completare l’opera, si è appreso che nei locali restaurati sarà ospitato una sorta di museo modernissimo, un 3.0 per essere chiari, mentre buona parte dei reperti resteranno nella vecchia sede che, quindi, ancorché situata in locali ammezzati non ben visibili e raggiungibili facilmente, sarà mantenuta in vita.

Nell’attesa, quanto mai lunga di vedere come va sa finire, la consigliera Marino ha amplificato la nota di protesta di una turista che ha lamentato le condizioni quasi fatiscenti delle sale del Museo: “Stanze mal illuminate, vetrine espositive poco confacenti, installazioni museali, in particolare in un paio di stanze, senza alcun filo logico, un senso complessivo di sciatteria che rende il quadro più problematico”.

Al coro di proteste si è unito il Partito Democratico, attraverso il portavoce dei circoli 1 e 3 di Ragusa, guardacaso il Partito che governa la Sicilia attraverso il Presidente Crocetta, che nomina gli assessori, fra cui quello ai Beni Culturali, e i Soprintendenti. Naturalmente il Partito Democratico si è ben guardato di accusare di incapacità e inadeguatezza il Presidente della Regione, l’assessore al ramo, il Soprintendente e il responsabile del polo museale, non è passato nemmeno per la testa di chiedere le dimissioni di qualcuno di questi soggetti e di esigere un esaustivo rendiconto sulle incompiute, con l’identificazione delle responsabilità.

Obiettivo comune è stato, piuttosto, quello di sollecitare il Sindaco per attivarsi al fine di ricercare soluzioni per una questione che lo riguarda solo indirettamente, vittima inconsapevole dell’altrui incapacità amministrativa e gestionale.

Addirittura il Soprintendente ha lanciato la provocazione, che sinceramente auspichiamo questo solo vuole essere, di chiudere i battenti del Museo, manifesta incapacità, assieme a quella del responsabile del Polo museale, di porre rimedio ad una situazione evidentemente più grave di quella presentata dai politici locali che evidentemente non hanno avuto le competenze per capire la vera natura del disastro esistente.

Di solito, da Palermo, vengono inviati dirigenti e funzionari che debbono valorizzare il patrimonio artistico architettonico di un territorio, grazie alle loro competenze per le quali vengono scelti in aggiunta alle note protezioni politiche di cui debbono godere per andare avanti. A Ragusa, hanno mandato qualcuno che, alla prima difficoltà, pensa bene di chiudere ‘a putia e di lavarsene le mani, promettendo di intervenire subito ristabilire ordine e pulizia, magari con i tempi come quelli occorrenti per aprire la nuova sede.

Stranamente, quando si è trattato di trovare adeguata sistemazione agli uffici della soprintendenza, i lavori sono andati spediti, come è stato per i locali di piazza Libertà e per quelli dell’ex cinema Ideal. In questo contesto e in questo scenario non certo esaltante per la città, il rischio di perdere beni di ingente valore è reale, considerati i protagonisti in campo.

Il Sindaco deve sì attivarsi per la città ma non deve sollecitare nessuno, deve solo richiedere che i responsabili regionali si affidino alle dimostrate capacità del settore ben i culturali del Comune, portando come credenziali la gestione del costituendo Museo del Costume che già ancor prima dell’apertura può vantare ben due manifestazioni espositive di grande pregio e di elevati riscontri di pubblico e di critica, con collaboratori di provata esperienza e competenza che hanno fatto rinascere non solo la collezione di abiti d’epoca, ben nota alla Regione che non ha saputo adeguatamente valorizzarla, ma più ancora il sito del Castello di Donnafugata, riportato a nuova vita da tutto quello che sta girando attorno agli eventi organizzati.

Questa di affidare, sotto forme opportune e consentite dalle normative di legge, può sembrare una provocazione di ritorno, può esserlo nella sua immagine esterna ma deve far riflettere chi si occupa del patrimonio culturale della Sicilia perché, considerate le forze in campo, sembra l’unica strada percorribile per salvare il salvabile con competenza, passione e dedizione.

Su questo si deve incentrare il dibattito di tutte le forze politiche, su questo deve essere dato sostegno all’amministrazione, indipendentemente dai colori politici, se si vuole fare politica seria e avulsa da sterili strumentalizzazioni.

Una mossa che serve per la città, per la collettività, che abbiamo già discusso con l’assessore al turismo, Disca, entusiasta della possibile iniziativa, che i politici del PD dovrebbero cogliere al volo perché, come assicurano, saranno loro a governare la città dopo il Movimento 5 Stelle, per cui ogni iniziativa di questo tipo è proiettata al buon governo del futuro.

E’ tempo di fare politica seriamente, non chiediamo dimissioni che non ci saranno mai e che, tutt’al più, dureranno fino alla prossima tornata di nomine, chiediamo solo un’altra tornata di nomine per tentare una sorta migliore per la piazza di Ragusa, non chiediamo un custode che serva solo a chiudere i cancelli ma personale qualificato che valorizzi i beni del territorio.

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