Onorificenza a Tito, un grave oltraggio per le vittime delle foibe

Con l’entrata in vigore della legge 30 marzo 2004, n. 92, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004, “Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati”, in tutte le città italiane si organizzano cerimonie pubbliche per ricordare le vittime dell’eccidio perpetrato dai partigiani iugoslavi di Tito.

Questa norma è un inconfutabile segno di maturità, perché segna il risveglio della coscienza collettiva troppe volte offuscata se non accecata da pregiudizi dettati da ideologie ormai morte e sepolte. Oggi la popolazione ascolta, analizza e giudica la storia e con esse fatti e personaggi. Cosa ha spinto realmente i partigiani di Tito a commettere lo sterminio sistematico di migliaia di persone inermi, la cui unica colpa era quella di essere italiani?

Quei tanti cittadini orribilmente strappati all’affetto dei loro cari, sequestrati (non arrestati), torturati e gettati il più delle volte ancora vivi nelle cavità carsiche meglio conosciute come foibe, sono finalmente usciti dall’oblio in cui anche tanti politici italiani del recente passato, per motivi ancora poco chiari, li hanno lasciati in quegli antri anche idealmente, negando quell’orrendo crimine o fingendo di non ricordare, se non in alcuni casi provando addirittura a giustificarlo. Il popolo italiano ha sicuramente perdonato chi 70 anni fa materialmente si macchiò di quell’orrendo crimine e quanti, in casa nostra, hanno fatto finta di niente, non disdegnando di trattare gli esuli istriani come degli estranei, quasi fossero stati ospiti indesiderati.

Dopo tutto questo tempo non si prova più odio, del resto non avrebbe neanche senso, ma il dolore non può svanire. Con la legge che istituisce il “Giorno del ricordo” è stato fatto un importante passo, ci si chiede però quali siano le benemerenze verso la nazione riconosciute a Josip Broz Tito e che hanno spinto l’allora Presidente della Repubblica a conferirgli il 2 ottobre 1969 l’onorificenza di “Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”.

Il nome di chi ha avuto un ruolo fondamentale in questa mattanza non dovrebbe essere compreso tra quelli di tanti illustri uomini che si sono spesi per la Nazione!

Print Friendly, PDF & Email