Malattie Infettive Ragusa, ancora a rischio chiusura

Appena un mese fa l’ on. Giuseppe Digiacomo, presidente della Commissione Servizi Sociali e Sanitari della Regione Siciiliana, aveva assicurato che l’U.O.C. di Malattie Infettive avrebbe mantenuto la sede di Ragusa.

Una notizia, questa, accolta positivamente non solo dal personale sanitario ma soprattutto dalla popolazione, considerato che il reparto di Malattie Infettive di Ragusa oggi è divenuto punto nevralgico dell’assistenza agli ormai innumerevoli richiedenti asilo politico.

Ma non è bastato nemmeno il tempo di tirare un solo sospiro di sollievo che ecco, diversamente da quanto assicurato dall’on. Digiacomo, spuntar fuori un atto aziendale, divulgato dal Direttore Generale dell’ASP 7 di Ragusa, dott. Aricò, che pare preveda la collocazione dell’U.O.C. di Malattie Infettive solo presso l’Ospedale Maggiore di Modica.

Nessuna menzione, dunque, riguardo all’U.O.C. di Ragusa che, sulla base di questo atto aziendale, rischia ancora la soppressione.

Una soppressione giustificata, fin oggi, dalla necessità di un riordino che permetterebbe all’Azienda Sanitaria di risparmiare sui costi di gestione.

Abbiamo provato a capire meglio in quali termini sarebbe possibile questo risparmio.
Allo stato attuale, l’U.O.C. di Malattie Infettive di Modica è dotata di 10 posti letto collocati su un piano della struttura ospedaliera e altri 6 posti letto, collocati su un altro piano, adibiti a DH. L’eventuale soppressione dei 12 posti letto esistenti a Ragusa andrebbe ad integrare la dotazione dell’ospedale modicano.

Alla luce dei fatti, diversi quesiti sorgono spontanei. La struttura dell’Ospedale Maggiore di Modica attualmente è predisposta ad accogliere questa unificazione in termini di spazi o necessita di un adeguamento strutturale? E in quest’ultimo caso, quanto verrebbe a costare tale adeguamento? In termini poi di personale parasanitario necessario a gestire l’unità operativa, diversamente da quello attuale presente nelle due strutture ospedaliere, cambierebbe qualcosa? E considerato che si tratta di un’operazione volta al risparmio la qualità del servizio offerto alla popolazione manterrebbe gli stessi standard?

Se diamo uno sguardo all’ operato del reparto di Malattie Infettive di Ragusa è indubbio che oggi, come già premesso, soprattutto nell’ ambito della prevenzione, gioca un ruolo fondamentale. Basti pensare all’alta affluenza di soggetti extracomunitari che il reparto accoglie da quando “l’emergenza sbarchi” ha interessato notevolmente il nostro territorio. A questo si aggiunga che a Ragusa spesso vengono trasferiti soggetti provenienti da altre realtà siciliane come Siracusa, Trapani e Marsala sia per carenza di posti letto che, addirittura, per l’inesistenza di una U.O. C. di Malattie Infettive.

Sarà quindi l’Ospedale di Modica a gestire la situazione anche sotto questo profilo?
O sarebbe più opportuno, considerato lo stato di emergenza continuo che il nostro territorio affronta, cercare di trovare delle soluzioni adeguate che non mettano in discussione un sistema già collaudato da anni e che ha dato ottimi risultati?

Tra le soluzioni? Magari trasformare una delle due unità operative da complessa in semplice, con posti letto.
Un modo anche questo di risparmiare garantendo però un servizio, fin oggi caratterizzato da elevati standard di efficienza soprattutto nell’ambito della prevenzione.

Sarebbe opportuno, considerato lo stato attuale che stiamo vivendo, che nel prendere decisioni importanti come questa, si valuti non solo i benefici economici ma anche e soprattutto le ricadute in termini di assistenza e gestione delle situazioni di emergenza a cui si dovrà necessariamente far fronte.

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