Per i deputati europei la Russia non è più un partner strategico dell’UE

In foto il presidente russo, Vladimir Putin

Parlamento Europeo, 11 giugno 2015 – I deputati hanno sottolineato, mercoledì, come l’UE debba riesaminare in modo critico le sue relazioni con la Russia, profondamente danneggiate dalla violazione deliberata, da parte della Russia, dei principi e dei valori fondamentali democratici e del diritto internazionale attraverso la sua azione violenta e la destabilizzazione politica dei Paesi vicini. L’UE deve ora elaborare un piano d’emergenza di persuasione per contrastare le politiche aggressive e divisorie della Russia.
“Con la sua aggressione contro l’Ucraina e l’annessione della Crimea, la leadership russa ha messo le nostre relazioni davanti a un bivio. Spetta ora al Cremlino decidere la direzione: cooperazione oppure maggiore isolamento”, ha dichiarato il relatore del Parlamento europeo, Gabrielius Landsbergis (PPE, LT). “Sono convinto che il popolo russo, come tutti noi, desideri la pace, non la guerra. Un cambiamento in Russia deve venire dal suo interno, può esserci e ci sarà. Nel frattempo, dobbiamo inviare un messaggio forte alla leadership russa, sottolineando la nostra vicinanza alle vittime delle sue aggressioni e a coloro che difendono i valori su cui si fonda l’UE”, ha aggiunto.
La risoluzione è stata approvata con 494 voti favorevoli, 135 voti contrari e 69 astensioni.
I deputati evidenziano che gli Stati membri dell’UE devono considerare una “priorità assoluta” essere uniti nei confronti dell’annessione illegale della Crimea da parte della Russia e del suo diretto coinvolgimento nella guerra in Ucraina. Invitano poi i Paesi UE ad astenersi da accordi bilaterali con la Russia, che potrebbero danneggiare l’unità raggiunta. Per garantire la solidarietà tra gli Stati membri dovrebbe essere prevista la rapida creazione di una solida Unione europea dell’energia.
Fare di più per contrastare la propaganda russa
Il Parlamento invita la Commissione a prevedere senza indugi finanziamenti adeguati per progetti concreti volti a contrastare la propaganda russa e la disinformazione russa all’interno e all’esterno dell’UE e a programmare una assistenza finanziaria “più ambiziosa” in favore della società civile russa. Esprime poi preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani e dello Stato di diritto in Russia e chiede la prosecuzione del sostegno dell’UE ai difensori dei diritti umani russi.
Porre fine alle interferenze della Russia nelle democrazie europee
I deputati esprimono preoccupazione anche perché ora la Russia si posiziona come un rivale della comunità democratica internazionale e sostiene e finanzia i partiti radicali ed estremisti negli Stati membri dell’UE. I deputati chiedono alla Commissione e agli Stati membri un meccanismo coordinato per il monitoraggio dell’assistenza finanziaria, politica o tecnica fornita dalla Russia ai partiti politici e ad altre organizzazioni all’interno dell’UE, al fine di valutarne l’influenza a livello della vita politica e dell’opinione pubblica. La Commissione dovrebbe, inoltre, proporre una legislazione per garantire la completa trasparenza sui finanziamenti politici e sul finanziamento dei partiti politici dell’UE da parte di soggetti politici o economici al di fuori dell’UE.
La blacklist russa è “controproducente e dannosa”
La risoluzione condanna anche la lista nera “arbitraria” della Russia, che impedisce a 89 politici e funzionari europei l’acceso nel territorio russo, definendola una violazione del diritto internazionale, degli standard universali e un ostacolo alla trasparenza. Questo atto è “controproducente e dannoso per i già fragili canali di comunicazione”, si rammaricano i deputati, sottolineando che i destinatari dovrebbero essere informati dei motivi e avere il diritto di presentare un ricorso davanti a un tribunale indipendente.
Un rapporto costruttivo è necessario nel lungo termine
I deputati sostengono che nel lungo periodo siano possibili e auspicabili rapporti costruttivi tra l’UE e la Russia, a vantaggio di entrambe le parti, ma sottolineano che la cooperazione può essere ripresa in considerazione a condizione che la Russia rispetti l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina, inclusa la Crimea, attui pienamente gli accordi di Minsk e metta fine alla destabilizzazione delle attività militari e di sicurezza alle frontiere degli Stati membri dell’UE.
Una risoluzione separata sulla situazione della strategia militare nel Mar Nero, dopo l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia, sarà votata giovedì.

Print Friendly, PDF & Email