PIANO INDUSTRIALE GRUPPO VICENTINA. ALLARME TRA I LAVORATORI DI BANCA NUOVA

 

NUOVO PIANO INDUSTRIALE GRUPPO BANCA POPOLARE DI VICENZA: SINDACATI IN STATO D’ALLARME.

Un piano industriale quello presentato il 30 settembre a Vicenza dagli amministratori della Banca Popolare di Vicenza che sta provocando un forte mal di pancia tra i lavoratori del predetto Gruppo Bancario. L’obiettivo  da raggiungere è  il risanamento e rilancio della Banca che negli ultimi mesi è entrata nell’occhio del ciclone dei mass media e della Magistratura.

Se gli amministratori, a parole, nell’incontro con i sindacati hanno affermato che non è “un piano di lacrime e sangue” di converso le ricadute in termini occupazionali e di chiusura di filiali evidenzia un forte allarme tra il personale. L’Azienda prevede, infatti, la chiusura di 150 filiali e il ridimensionamento degli organici di 575 unità.

Gli amministratori intendono invertire la rotta fin qui seguita che privilegiava il corporate rispetto al retail. Ciò non appare coerente con la programmata chiusura di ben 150 dipendenze poiché se si vuole accrescere la clientela retail bisognerebbe non chiudere ma aprire nuove filiali.

In particolare valenti esperti economici siciliani ritengono fuori da qualsiasi logica o addirittura fuori dal mondo decisioni del Gruppo Bpv che determinano la chiusura di dipendenze nell’isola. Si fa notare che quasi tutte le filiali ubicate in Sicilia determinano utili e sono ben poche quelle in lieve perdita che non arrivano a coprire il palmo della mano. Si rileva,inoltre, che un ridimensionamento delle filiali e degli organici in Sicilia rischierebbe di far venire meno il legame con il territorio sbandierato fin dalla nascita di Banca Nuova da parte degli amministratori e tutt’ora presente sul sito bancanuova.it: Banca Nuova, con circa 100 sportelli presenti principalmente in Sicilia e Calabria , è tra le realtà bancarie più importanti e dinamiche del Sud Italia” E di seguito:Banca Nuova sostiene le potenzialità di sviluppo del territorio privilegiando un modello di crescita legato alle caratteristiche economiche e sociali del Meridione, dove il rapporto diretto con i Clienti e le Istituzioni locali è un elemento fondamentale.”

 

Crescita dei ricavi e riduzione del costo del credito è lo slogan lanciato dai vertici della Banca per ricercare il consenso sul nuovo piano.

I sindacati sembrano già sul piede di guerra e si evince chiaramente dalle dichiarazioni rilasciate da esponenti della FABI.

Giuliano Xausa, Segretario Nazionale della maggiore Organizzazione del settore Credito, ha affermato:

“Ribadiamo la nostra ferma contrarietà al piano di riduzione dei costi presentato oggi dal Gruppo banca Popolare di Vicenza, che impatta pesantemente sui lavoratori, con i 575 esuberi dichiarati dall’azienda.

Ancora una volta si utilizza la trita ricetta dei tagli al personale per rimediare agli errori di gestione di taluni manager, sui quali ci auguriamo faccia al più presto chiarezza la magistratura”.

Xausa, aggiunge:

 

“Non accetteremo uscite obbligatorie, quanto alle annunciate 180 assunzioni verificheremo che non restino lettera morta.

Condividiamo la necessità di rilanciare la banca espressa oggi dai vertici, ma pensiamo che ciò non possa passare attraverso un impoverimento della presenza della gruppo sul territorio, con la chiusura di 150 sportelli e la pesante riduzione d’organico annunciata.

Nella trattativa che a breve partirà con l’azienda, chiederemo il rispetto e la piena tutela dei lavoratori e anche degli azionisti”

Giuseppe Scelta (nella foto), Coordinatore Fabi di Banca Nuova, ha dichiarato:

“La situazione ci appare di una gravità incredibile e infatti lunedì prossimo si terrà una riunione delle Organizzazioni Sindacali di Banca Nuova per concordare iniziative atte a tutelare il Personale che ha dimostrato in un periodo di grande crisi economica particolarmente sofferta nella nostra Regione di far conseguire alla Banca risultati economici non trascurabili. Sarebbe assurdo, come hanno affermato, esperti economici siciliani che il Gruppo BPV nella chiusura delle filiali adotti misure uniformi poiché ciò provocherebbe sicuramente non solo danni al personale ma principalmente alla stessa Banca”

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