Primo maggio in Sicilia: festa del lavoro che non c’è

Ancora una volta arriva questo giorno festivo ma festivo per chi?

Non certamente per i siciliani che vedono giorno dopo giorno che i loro figli abbandono la propria terra per cercare fortuna nel lavoro in altri luoghi e prevalentemente in altre Nazioni.

La Sicilia tenta di risollevarsi e c’è un’attività c’è comincia a fruttare qualcosa ed è quella turistica.
La presenza turistica è cresciuta e continua a crescere a cominciare dalla città capoluogo dove si vedono giorno dopo giorno nuovi arrivi, alberghi e ristoranti affollati. Un fatto positivo tra le tante negatività. Palermo ottiene giorno dopo giorno riconoscimenti a livello internazionale.

Purtroppo ciò non è sufficiente a dare certezza di futuro ai giovani che continuano a fare le valige per raggiungere altri lidi.

Una forte responsabilità è da attribuire a chi doveva fare qualche cosa per invertire la rotta negativa che già certificava 5 anni fa la SICILIA come la Regione “cenerentola” della Nazione
e invece il popolo patisce una pessima scelta elettorale e cioè quella di aver portato alla guida
dell’isola una Personalità abile a parlare ma non altrettanto a fare.
Comuni dissanguati, Enti in default, precari e disoccupati che crescono numericamente sempre di più, saracinesche di attività commerciali che si abbassano quotidianamente.

Primo maggio 2017, ancora triste per la Sicilia ed i siciliani.

Una speranza: il primo maggio 2018 potrà essere diverso se i siciliani sceglieranno bene e libereranno la guida della Regione da questa presenza ingombrante che ha fatto poco o niente di buono.

Foto tratta da meteo web.

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