Punta Braccetto, “Solo Papa Francesco ci può salvare…”

Per l’assessore Giansalvo Allù,  urge un intervento del Papa per salvare la situazione incresciosa venutasi a creare a Punta Braccetto. In alcuni commenti, postati sul noto social  Facebook,  che riguardano la vicenda che ha visto protagonisti il primo cittadino di Santa Croce Camerina e S.E. Mons. Carmelo Ferraro, scrive: “Papa Francesco ci vuole, urge un suo intervento”, ed aggiunge “Dimenticavo… anche Papa Benedetto, seppur dalla “panchina”, potrebbe dire qualcosa!”.

No, non è la trama di un film che narra le vicende di Don Camillo e Peppone,  perché se così fosse il finale sarebbe di certo stato diverso.

E invece, secondo quanto raccontano i presenti,  il primo cittadino di Santa Croce Camerina, dopo aver ascoltato l’omelia di S.E. Mons. Carmelo Ferraro, perlopiù incentrata sulle problematiche della frazione di Punta Braccetto, legate alla gestione della cosa pubblica, ha tolto la fascia tricolore e aspettando il momento opportuno si è allontanato.

Forse, se non fosse stato per la presenza nutrita di fedeli durante la funzione religiosa, tutto sarebbe passato inosservato.

Come da circa quattro anni, nonostante le continue sollecitazioni, passa inosservato il fatto che a Punta Braccetto, nel territorio del Comune di Ragusa, nonostante la stipula di un protocollo d’intesa tra le Amministrazioni competenti, l’acqua potabile continua a non arrivare.

“Dobbiamo ringraziare Mons. Ferraro   – commenta il dott. Antonio Di Paola  del Comitato Pro Punta Braccetto – per il suo intervento. Sono anni che aspettiamo da parte del Comune di Santa Croce Camerina che vengano rispettati i termini previsti dal protocollo d’intesa e ad oggi l’unico risultato ottenuto è il totale silenzio sulla vicenda”.

Ma cosa prevede il protocollo?
Nel corso dell’omelia Mons. Ferraro ha sottolineato come sia  “inconcepibile che gli abitanti non possano ricevere  un bene pubblico e necessario come l’acqua per la mancata apertura di un rubinetto”.

“Ed effettivamente – spiega Di Paola  – è proprio così. Secondo quanto previsto dal protocollo, infatti, il comune di Santa Croce Camerina,  avrebbe dovuto fornire una grande utenza (ovvero un grande tubo con contascatti e rubinetto) che permettesse l’approvvigionamento idrico alle abitazioni che ricadono sul territorio comunale di Ragusa. A fronte di tale intervento, tra l’altro, il Comune di Ragusa avrebbe fornito un corrispettivo economico pari a 2 euro più iva al MC.  Tale intervento non è mai stato effettuato e ad oggi non si riesce ancora a capire quali siano le motivazioni. L’unica certezza è che la problematica continua a persistere e a pagarne le conseguenze siamo sempre i cittadini”.

Sulla vicenda interviene tramite i social anche il consigliere di opposizione Luca Agnello che in un post scrive: ”Le critiche non si fuggono, si affrontano a testa alta e con l’ umiltà di chi ha invece l’ opportunità di migliorarsi e migliorare il proprio agire per il bene della comunità (non per il proprio) ascoltando le lamentele, anziché autoincensarsi coi i flebili applausi di una claque sempre più ridotta. Non è una cosa bella quello che è successo, e umanamente mi dispiace di cuore, spero però che aiuti a svegliarsi e ritornare nella realtà. Cambiate registro vi prego. Non lo chiede l’opposizione di parte, ma tutta la comunità … stavolta pure con la benedizione divina ( o estrema unzione, secondo i punti di vista )”.

“Se corrisponde al vero la dinamica descritta – aggiunge il consigliere di opposizione Gaetano Pernice –  quanto accaduto non fa altro che riprodurre la medesima situazione verificatasi, qualche giorno fa, nel corso di un incontro fortemente voluto  da un gruppo di residenti di Punta Braccetto che auspicavano in un confronto con l’amministrazione santacrocese. Ma sia il Vice Sindaco che il Sindaco piuttosto che interloquire con loro, adducendo a pretesto altri impegni, non hanno avuto alcun confronto dando un’ immagine poco piacevole. Dimostrazione di come, dinanzi a problemi concreti e interrogativi importanti per la collettività ci si rifugia sempre  in un “ora mi informo” e “vi farò sapere” . Alla stregua di quanto accade in Consiglio Comunale dove personalmente ho avuto modo di sperimentare mancate risposte ad interrogativi importanti”.

E sempre sui social pareri si incontrano e scontrano diventando purtroppo, a volte, offensivi e sgradevoli.
Il rispetto alla persona prima di tutto. Si può criticare l’operato di un amministratore o essere contrari ad interventi come quello di Mons. Ferraro, ma il rispetto è il simbolo più alto di una società che si definisce civile. Commentare utilizzando toni eccessivi non sarà mai e poi mai d’aiuto alla causa.

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