Ragusa, i Forconi scendono in piazza per dire no alle speculazioni senza scrupoli

Riceviamo e pubblichiamo

I Forconi scendono nuovamente in piazza. “Domani dalle 9,30  – si legge in una nota diffusa a firma di Mariano Ferro- saremo a Piazza San Giovanni a Ragusa per dire ai Giudici delle esecuzioni immobiliari che ci rifiutiamo di pensare che si voglia regalare l’economia Ragusana alla speculazione senza scrupoli. Nel massimo rispetto dei ruoli vorremmo ricordare a questa magistratura che ” l’art. 19 del D.L. n°132/2014 ha introdotto l’art. 164bis il quale statuisce che quando risulta non più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo”.

“Quanto accade al Tribunale di Ragusa – continua la nota  –  non ci sembra voler andare in questa direzione. Domani saremo in piazza insieme ad esecutati che non hanno avuto la fortuna di vedersi applicato quell’articolo pur avendolo chiesto e pur ricorrendone le condizioni, insieme agli allevatori della Ragusa Latte che in quanto vittime di una presunta truffa chiedono giustizia al più presto per evitare di finire nel tritacarne delle aste,insieme ad agricoltori danneggiati dalle intemperie che navigavano già nel mare delle difficoltà per la concorrenza del mercato globale e che oggi hanno avuto la grave colpa di avere subito un danno dalla natura, motivo per cui tra qualche mese potrebbero essere colpiti dalla scure dei tribunali ed espropriati di ogni bene, insieme a commercianti vittime della crisi. 164 aste giudiziarie nel solo mese di Febbraio, 36 solo in una giornata in una piccola provincia operosa come Ragusa dovrebbero essere un campanello d’allarme per tutti, ma a quanto non è così”.  

“E’ noto a tutti – concludono –  che siano state chieste da tutta Italia al legislatore modifiche della legge per renderla meno punitiva e venire incontro alle attività produttive considerando il momento ed il contesto economico ed è noto a tutti che il legislatore ha risposto con qualche modifica, a nostro parere ancora insufficiente, ma che potrebbe almeno aiutare in qualche modo a non svendere se non regalare beni pignorati a SpA della speculazione. Domani vogliamo chiedere perchè si continuano a rigettare le istanze degli esecutati quando spesso è palese che ne ricorrono le condizioni ? Perchè questo atteggiamento da plotone di esecuzione nei confronti di soggetti che spesso rappresentano imprese storiche del territorio che hanno lavorato sempre onestamente ? Non è assolutamente accettabile, non è possibile definire applicazione della Giustizia il vedersi svenduto a cento euro un bene che vale mille per un debito originario di dieci. I debiti si pagano, non c’è bisogno che qualcuno ce lo ricordi, ma sempre nell’attesa che la politica voglia fare la sua parte, chiediamo ai Giudici di applicare una giustizia meno di parte e di non trasformare un Tribunale in un’agenzia immobiliare”.

Print Friendly, PDF & Email