RAGUSA, LA PROTESTA DEI GILET GIALLI

I gilet gialli ragusani davanti la sede della Banca Agricola Popolare di Ragusa. Una protesta pacifica con tanti piccoli risparmiatori che chiedono ai vertici di Banca Agricola conto e ragione delle loro azioni.

I piccoli e grandi  azionisti della Popolare di Ragusa dal 2016 stanno subendo il blocco della liquidità delle azioni sottoscritte negli anni in seguito alle decisioni del CDA della Banca. Una difficoltà che in tre anni ha modificato il rapporto di fiducia che dovrebbe essere garantito da una Banca Popolare Cooperativa.

Dal 2016, tuttavia, la Bapr ha alzato una cortina di ferro facendosi scudo di una direttiva europea, che limita il riacquisto delle proprie azioni secondo principi prudenziali. La Banca – senza avvisare i suoi azionisti – ha limitato drasticamente il riacquisto di azioni proprie, consentendolo per quantitativi sempre minori (nell’ordine di sole 30 o 20 azioni per volta) e rendendolo pressoché nullo, sino a bloccarlo, arbitrariamente, nel settembre 2017.

Dal 2018, infatti, la negoziazione delle azioni avviene solo sul mercato Hi-Mtf, il cosiddetto “borsino”. In un anno questo mercato ha prodotto una flessione del valore nominale da 117,40 euro a 83,50. Un progressivo dissanguamento.

Il prossimo appuntamento istituzionale è fissato per il 21 gennaio, giorno in cui gli esponenti del comitato  – i gilet gialli coadiuvati dal comitato piccoli azionisti – saranno ricevuti a Roma dal sottosegretario delle Finanze, Alessio Villarosa.

 Marcello Digrandi

 

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