Ragusa, la via 516 intitolata al prof. Alfonso Gebbia

La città di Ragusa ricorda il prof. Alfonso Gebbia – Preside dell’I.P.S.I.A di Ragusa scomparso nel 1984. Questa mattina, all’insigne docente, è stata la via n.516, arteria cittadina che collega la via Avvocato Giovanni Alberto Cartia con la via Professore Carmelo Pisana.

Il professore Gebbia fu insignito di diverse onorificenze come quella di Cavaliere della Corona d’Italia, Commendatore della Repubblica Italiana, Medaglia d’argento e d’oro ai benemeriti della cultura.

La richiesta di intitolazione era stata presentata anni addietro ma solo lo scorso 22 giugno con apposita delibera, la Giunta Municipale, ha fatto propria la proposta presentata dall’ allora consigliera Maria Malfa su richiesta della dr.ssa Giovanna Cilia Cappello, già dirigente della Camera di Commercio di Ragusa, con la quale si invitava a prendere in considerazione la possibilità di intitolare al prof.Gebbia, ricordato come una persona di alto spessore morale, professionale ed umano, una strada della città.

Presenti alla cerimonia il primo cittadino di Ragusa, Federico Piccitto, il Capitano della Compagnia di Ragusa, Elisabetta Spoti, la moglie, i figli e i nipoti del prof. Alfonso Gebbia, la dott.ssa Giovanna Cilia Cappello, Maria Malfa e tutti i più cari amici che hanno caldeggiato, in questi anni, l’intitolazione di una via ad un uomo che è stato un integerrimo esempio per la città di Ragusa.

“L’intitolazione di questa via al prof. Gebbia – ha detto Piccitto – è per noi motivo di orgoglio. Un uomo che ha dato tanto a questa città e alla sua crescita culturale”.

“Il ricordo che ho di mio padre – racconta il figlio Francesco Gebbia – è di un uomo che ha speso la sua vita per la scuola. Era spesso fuori per via del lavoro, la sua era una missione. Ma nonostante questo è stato per noi un padre presente e che ha saputo darci giusti insegnamenti. Le parole profuse oggi da chi lo ha conosciuto hanno fatto riaffiorare alla mia mente i tanti ricordi da bambino, il suo amore per la cultura e il suo essere sempre pronto per gli altri. È stato un lodevole esempio per noi come padre ma credo anche per tutti coloro hanno avuto modo di conoscerlo. La cosa che mi rende ancor più felice oggi è vedere mia madre gioire per questo riconoscimento che la città di Ragusa gli ha conferito”.

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