Ragusa, il paradosso del NOR. Dall’apertura del nuovo nosocomio al collasso dell’intera rete ospedaliera iblea

Dalla parte dei cittadini e di chi giornalmente presta il proprio operato nonostante tutto attorno sembra lentamente crollare.

Non era di certo questa situazione ciò che si aspettavano i cittadini iblei quando, in pompa magna, è stata annunciata l’apertura del nuovo ospedale di Ragusa Giovanni Paolo II o NOR, poco importa oggi la diatriba sul nome così come poco importano le diatribe politiche.

Non c’è voluto molto per capire che, nonostante le rassicurazioni dall’ASP, alla fine questa storia non sarebbe terminata col “vissero felici e contenti”!!!

Siamo andati quindi oltre le comunicazioni ufficiali e abbiamo cercato di costatare quali sono le reali condizioni, oggi, della sanità iblea.

Riassumendo, allo stato attuale il quadro che ci troviamo di fronte è allarmante: il nuovo ospedale, con all’interno la strumentazione di molte unità operative come Cardiologia, Chirurgia, Ortopedia, Ginecologia e Ostetricia e Gastroenterologia, per citarne solo alcuni, è chiuso; l’Ospedale Civile di Ragusa un cantiere a cielo aperto, resistono il Pronto Soccorso, Medicina e Malattie Infettive mentre tutte le altre unità operative sono state in parte svuotate o presentano pacchi e pacchetti pronti per il trasferimento; infine i nosocomi di Vittoria e Modica sono al collasso costretti a sopperire alle carenze di Ragusa.

Al Civile le prestazioni sono ridotte all’osso, il laboratorio analisi così come la radiologia e la farmacia sono chiusi agli esterni, erogano il minimo indispensabile per le realtà sanitarie ancora presenti.

A far da cornice a questo scenario gli utenti sballottati a destra e manca nella speranza di poter usufruire delle necessarie prestazioni e il personale medico e paramedico costretto a fronteggiare le innumerevoli situazioni di disagio.

E se inizialmente l’utenza non aveva ben recepito la reale situazione che si era venuta a creare all’indomani della notizia riguardante le indagini da parte della Guardia di Finanza, oggi una cosa è certa, in molti stanno già affollando i nosocomi di Vittoria e Modica senza far tappa a Ragusa.

Persino sui social molte donne, prossime al parto, si scambiano consigli su chi rivolgersi nell’immediato, non confidando nelle prestazioni del nosocomio ragusano.

Una situazione, questa, che pare durerà ancora per giorni. Voci di corridoio temono almeno una decina di giorni ancora, se non di più.

E in tutto questo ritorna in auge anche il paventato trasferimento di Malattie Infettive a Modica, di cui già in passato ci eravamo occupati e che sembrava fosse cosa ormai superata.

Sulla vicenda è intervenuto anche il primo cittadino di Ragusa: ”Ho deciso di continuare a monitorare le diverse fasi del trasferimento – scrive in una nota Federico Piccitto – che dovrà avvenire secondo quanto previsto nel piano di riordino sanitario regionale (Allegato n. 190 alla Deliberazione di Giunta Regionale n. 156 del 28 marzo 2017), che include l’UOC di Malattie Infettive, attualmente ospitato presso l’Ospedale “Civile” e che non era stato inserito nel cronoprogramma presentato alla stampa lo scorso 13 giugno. Peraltro, non ci risulta al momento alcuna comunicazione da parte dell’ASP in merito alla sentenza del Tar Sicilia, che ha accolto il ricorso del Comune di Ragusa specie rispetto alla mancata previsione dell’UOC di Neurologia. Su questo e altro il Comune di Ragusa continuerà a vigilare, per assicurare che la nuova struttura ospedaliera “Giovanni Paolo II” sia pienamente operativa e coerente con quanto previsto dalla legge e dalla programmazione regionale. Non vogliamo più essere presi in giro, tanto più che nel sopralluogo di qualche giorno fa, avevo potuto osservare di persona che se questo ospedale non apre non è certo per colpa di chi, ogni giorno, lavora con passione ed impegno, o della struttura in sé”.

E mentre ufficialmente regna il massimo riserbo sulle motivazioni che hanno portato al rinvio dell’apertura del nuovo ospedale, voci di corridoio parlano di decisioni frettolose, pare infatti che manchino ancora delle autorizzazioni, che hanno avuto un’ unica e sola conseguenza, mettere definitivamente in ginocchio la sanità iblea.

Di fronte a questo scenario ci si chiede in che modo sarà possibile fronteggiare le emergenze? In caso di un infartuato quali procedure saranno adottate? Qual è il destino dei numerosi utenti (ricordiamo che Ragusa accoglie non solo i residenti del comune capoluogo ma anche dei comuni limitrofi)? Vittoria e Modica come potranno sopperire? Ed ancora e, se lo chiedono in tanti, com’è possibile decidere il trasferimento di un ospedale senza seguire un piano ben preciso che tenga conto delle numerose criticità? E per quale motivo questa improvvisa fretta di aprire il nuovo nosocomio? A quest’ultima domanda qualcuno, in questi giorni, sembra aver trovato la risposta. Un vecchio adagio recita “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca” e i cittadini gradirebbero avere delle risposte da parte dei diretti interessati!

Spiace infine costatare come nemmeno ai vertici della sanità regionale sia stata presa una chiara posizione finalizzata a vederci chiaro e risolvere il problema, anzi si è preferito spostare l’attenzione sulle nomine e gli incarichi trascurando l’aspetto più importante che è l’assistenza sanitaria ai cittadini!!!

Ogni giorno in più che passa, purtroppo, è un rischio che non può essere sottovalutato!!!

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