Randello, luoghi di Montalbano e trivelle

In questo ultimo scorcio d’estate si è fatto un gran parlare della spiaggia di Randello, con relativa inchiesta giudiziaria, della location della fiction <Il commissario Montalbano>, con ventilato trasferimento in provincia di Siracusa e più precisamente a Noto, e delle ricerche di idrocarburi, le cui autorizzazioni non spettano più alla Regione Sicilia. Stiamo parlando di argomenti che, direttamente o indirettamente, influiscono su un comparto, quello turistico, che dovrebbe essere il vero volano dell’economia iblea e, più in generale, siciliana. Per quanto riguarda Randello (area protetta) c’è stata una vera e propria levata di scudi da parte degli ambientalisti e di chi vuole preservare quelle poche aree incontaminate che sono rimaste. Legittima la richiesta di preservare l’ambiente e di scongiurare la realizzazione di strutture che possano deturpare il territorio. Ma anche in questo caso servirebbe un minimo di buon senso. Non sarebbe poi così grave consentire la realizzazione di strutture, doverosamente non fisse, che potrebbero anche servire a rendere più fruibile e frequentabile un sito che, altrimenti, resterebbe abbandonato e in balìa, a volte, di frequentatori non propriamente civili che lo deturpano ugualmente lasciando sul posto rifiuti di ogni genere.

Per quanto riguarda la fiction televisiva del famoso commissario siamo alla <guerra tra poveri>. Non c’è dubbio che il turismo ibleo abbia anche fruito della grande promozione televisiva con la trasmissione delle immagini dei <luoghi di Montalbano>. La casa di produzione – stando ai rumors – vorrebbe un qualcosa di più in cambio. Da Siracusa arriva la proposta: venite a girare in terra aretusea e più precisamente a Noto. Ed ecco pronta la protesta iblea: giù le mani da Montalbano. Come andrà a finire? Lo sapremo a breve. Nel frattempo sarebbe opportuna un’azione sinergica Ragusa-Siracusa per convincere la Palomar a non lasciare questa parte della Sicilia. D’altra parte, anche i <luoghi di Montalbano> hanno contribuito al successo della fiction.

Infine, il delicatissimo argomento delle trivellazioni per le ricerche di idrocarburi e non solo quelle in mare. Tra non molto si potranno azionare le trivelle anche nel territorio di Scicli. Non è una bella notizia per chi ha a cuore la tutela dell’ambiente e la salute della gente. Ma non crediamo che si tornerà indietro sulle decisioni già prese a livello di governo nazionale. C’è solo da sperare che i controlli siano i più rigorosi possibile e che non si <avveleni> ulteriormente un territorio il cui futuro, a nostro avviso, può e deve essere legato allo sviluppo costante del turismo. Un turismo certamente sostenibile, ma non bloccato da mere <questioni di principio>.

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