Renzi a Palermo. Il SI in Sicilia cresce e per i gravi problemi, quale speranza?

La chiusura della campagna referendaria di Matteo Renzi descritta dai partecipanti.

Dall’account Facebook di Giuseppe Lupo:
Un lungo applauso al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato dalla platea del Teatro Politeama, appena il premier Matteo Renzi ha citato il Capo dello Stato.
“Vi chiedo – dice Renzi – di godervi le ultime 48 ore. Vuol dire che alla fine si è fatta una battaglia bella ma piena di indecisi, e ce la giochiamo sul filo degli ultimi voti”.

“Non sono io in discussione, io posso lasciare anche domani mattina”, chiude Renzi, ma appena il pubblico inizia a gridare ‘no, non puoi andare’, aggiunge: “Calma… si fa per dire”. “Sulla scheda non c’è scritto ‘vi sta simpatico Matteo Renzi o no’? Ho fatto qualche errore di troppo soprattutto all’inizio, ma questo referendum non riguarda il governo ma i nostri figli”.

“Sento un clima totalmente diverso, un clima cambiato. E nelle prossime 48 ore può succedere di tutto. Vi chiedo una mano. Per me servire questo Paese è stata una delle cose più preziose e più bella. Alzarsi la mattina a Palazzo Chigi e onorare la bandiera, inchinarsi alla bandiera, e non solo metaforicamente, è forse il gesto più prezioso per me”. Lo ha Aggiunge Renzi: “Io posso lasciare anche lunedì mattina, non cambia niente… E’ un modo di dire, è un finale poetico del mio intervento. Ma c’è un unico modo: vinciamo”.

SCUOLA – “Quando si è di fronte alla cosa pubblica qualche errore si puo fare. Sulla scuola ci abbiamo messo il cuore. Abbiamo messo tre miliardi sulla scuola, ci aspettavamo la standing ovation e invece abbiamo fatto arrabbiare tutti. Forse qualcosa abbiamo sbagliato ma l’importante delle riforme è spostare in avanti le cose e questo è l’obiettivo della riforma”.

REGIONI A STATUTO SPECIALE – “Per le Regioni a Statuto speciale non cambia niente, può piacere o no”, sottolinea ancora. “Le Regioni a Statuto speciale sono fuori da questo tema, ma dobbiamo avere un miglioramento dei servizi anche nelle regioni a statuto speciale, in alcuni settori. Non possiamo avere una sanità di serie A e una di serie B”.

Vero tutto quanto affermato dal Leader del PD Siciliano Lupo che non possiamo dimenticare che grazie alla sua strategia politica circa 4 anni il centro sinistra, per la prima volta, ha vinto le elezioni regionali in Sicilia.

Ma non tutto appare roseo perché ci sono tanti problemi da risolvere ed uno è emerso proprio oggi, in presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, nella Sala del Teatro Politeama di Palermo dove si è notato uno striscione di “Sviluppo Italia Sicilia”.
Sviluppo Italia SICILIA è una Società a capitale interamente regionale il cui compito era quello di favorire le nuove Imprese. La mission richiesta è stata compiuta come riconosciuto dagli Imprenditori e dagli stessi politici ma……visto che non aveva utili ma perdite il Governo Crocetta ha deciso la sua fine. E i lavoratori……da 18 mesi sono stipendi e a decorrere dal primo gennaio licenziati.
Ecco il comunicato stampa della Fabi Aziendale di oggi:

FABI
PALERMO
COMUNICATO STAMPA
OGGI I LAVORATORI DI SVILUPPO ITALIA SICILIA AL TEATRO POLITEAMA CON IL LORO STRISCIONE PER CHIEDERE AIUTO PURE A RENZI.
Palermo 2 dicembre 2016 – Hanno esternato il proprio malessere i 75 lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia. E lo hanno fatto durante la tappa palermitana di Renzi al teatro Politeama, stendendo un loro striscione da un palco del teatro dove si svolgeva la kermesse, per ricordare a tutti la loro preoccupazione dopo che l’Ars ieri ha stralciato l’ emendamento proposto dal governo per 136 lavoratori iscritti nell’albo unico, tra cui i 75 lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia i 27 del Cerisdi e di altre società in liquidazione.Un emendamento, cassato dal presidente dell’Assemblea regionale Ardizzone, che non l’ha ritenuto “coerente” con la manovra di bilancio, che avrebbe salvato i posti di lavoro consentendo di superare il veto posto dalla legge di stabilità per le nuove assunzioni nelle società partecipate.
“Rispettiamo la motivazione, ma non si comprende bene il motivo di questo specifico emendamento, visto che esiste gia’ la legge, art. 62 che prevede in sintesi che il personale delle società in liquidazione, nonche’ quello di cui all’albo unico, confluiscono nelle società partecipate che ne assumono le funzioni. Questa legge dovrebbe far avvenire il transito automaticamente, dichiara Luigi Intogna della FABI Palermo. Tra l’altro, aggiunge, proprio la Sas ha approvato nei giorni scorsi un piano economico annuale e pluriennale dove è stato messo nero su bianco che dal primo gennaio 2017 la Sas dovrebbe assorbire tutti i lavoratori presenti nel bacino unico”.
“Conclude Intogna – L’assessore Baccei ci aveva detto in commissione Lavoro, un mese fa, che sarebbe stata inserita una norma in assestamento per consentire di sbloccare la nostra vertenza. Invece adesso la norma è stata stralciata e siamo ancora qui. Non possiamo non nascondere tutta la nostra preoccupazione”.

Il Presidente Renzi che è anche il Segretario del PD a questo punto faccia la sua parte per ridare il lavoro e la dignità a questi bravi lavoratori!

 

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