Riflessioni di un uomo che ha vissuto una vita tra i “banchi”

Vittoria. 09/02/2020 – Si chiama Pippo Valenti, si sta godendo il meritato riposo dopo una vita di esperienze scolastiche: insegnante, direttore didattico e ispettore. Anche se restio a rilasciare dichiarazioni, a suo dire, questa è la sua prima intervista, lo abbiamo comunque convinto a fare una riflessione sul mondo della scuola oggi.

<il mondo della scuola e l’attenzione per la stessa, il rispetto dei diritti e la conseguente riservatezza, hanno imposto, nel mondo che io ricordo, prudenza e silenzio. Oggi non è più così, non è così perchè non è possibile rispettare le regole come si faceva una volta, sia per l’aggressione mediatica, sia perchè sono cambiate, la scuola e la società, e infine perchè lo Stato e la politica, hanno smesso di guardare dentro la scuola>.

Toni pacati ma decisi quelli utilizzati da Valenti, che prosegue <nonostante tutto, come cittadino di questo Paese, penso di dovere e potere fare alcune considerazioni che vengono fuori esclusivamente dall’analisi di eventi, fatti e episodi, così come vengono riportati dai media Nazionali e locali, nella speranza di poter dare un contributo positivo e che non serva ad alimentare ulteriori incomprensioni e polemiche. Da ciò che leggo, vedo e sento, emerge chiaramente l’assenza di “pietas” (come la intendevano gli antichi romani). Nessuna pietas per i docenti, nessuna pietas per gli alunni, nessuna pietas per i genitori degli alunni. E se la pietas si concretizzava nel riportare dei semplici indizi, quali le iniziali degli indagati, qualcuno indicava il modo come identificarli. Questo ha determinato la conseguenza, che in poche ore, si è verificato una sorta di “annullamento del processo”, perchè la potenza dei media, ha già comminato la pena, una pena dura e piena di improperi, e che non esclude neanche le famiglie, i parenti, gli amici e gli amici degli amici, distruggendo quel cerchio di relazioni umane cui ciascuno ha diritto; una distruzione dalla quale non si sa quanto tempo ci vuole per venirne fuori>.

Ovviamente l’Ispettore Valenti si riferisce al mondo della scuola in generale, ma fa riferimento agli ultimi episodi che si sono verificati nel mondo della scuola vittoriese.

<il Codacons, stracciandosi le vesti, chiede a gran voce, telecamere in tutte le scuole, lamentando che la legge è lì ferma da 3 anni. Io penso che si parla tanto per parlare, e spero che ciò che è auspicato dal Codacons, non si verifichi mai. Cerchiamo di avere rispetto per la scuola, casi isolati non possono coinvolgere una intera istituzione, nè la stessa scuola. La scuola ha in sè gli strumenti e gli antidoti per cercare di evitare gli eccessi. I docenti sono già subissati di adempimenti, a mio parere, spesso inutili e eccessivi; penso per esempio al registro elettronico che è stato trasformato in una dannosa e inutile telecamere sul lavoro dei docenti.

A mio avviso, una istituzione scolastica somiglia un po’ a una caserma, un po’ ad una chiesa e un po’ ad una piazza, intesa come agorà. E’ l’equilibrio continuo e non standardizzato di questi aspetti che fa crescere i singoli e quindi la comunità. Mi stupisco per lo stupore mostrato dopo che accadono certi episodi, dagli intervistati, dopo che vengono a conoscenza di fatti che non dovrebbero appartenere ad una scuola, forse bisogna tornare ad analizzare tutto ciò che ruota intorno alle scuole e riflettere su ciò che molto spesso appare insignificante. Infine, facendo mia una famosa citazione, vi dico che, se non si presta molta attenzione, i media ci faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono>.

Ci congediamo dall’Ispettore Valenti, con la consapevolezza che l’esperienza acquisita, anche se in tempi recenti ma profondamente mutati, ha il suo peso e deve essere presa in seria considerazione.

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