“Rifugiati per una Vittoria più pulita”: E’ l’iniziativa presentata da Walter Ciancio coordinatore attività Associazione per i Diritti Umani

Vittoria, 27 novembre 2015 – “L’Associazione per i Diritti Umani di concerto con i rifugiati e richiedenti asilo ai fini di una migliore integrazione e del conseguimento delle finalità del progetto SPRAR, volenterosi di prestare la propria attività in favore della comunità vittoriese che li ospita, hanno proposto al Comune di Vittoria di pulire alcune aree della Città”. Questo è quanto dichiarato dal coordinatore delle attività dell’Associazione, Walter Ciancio che continua ad  illustrare tale progetto.

“L’iniziativa mira all’integrazione coinvolgendo diversi richiedenti asilo e rifugiati per un’operazione di cura e manutenzione della Città”.

Protagonisti sono i profughi ospitati in città presso la Casa di riposo Evengelica Valdese, che si dedicheranno nel prossimo periodo alla pulizia dei vari quartieri e zone di Vittoria.

“L’iniziativa” – continua Ciancio – “prevede il coinvolgimento di una trentina di richiedenti protezione internazionale, che si alterneranno nel corso dei prossimi mesi. L’attività riguarderà la pulizia di piazze e del verde pubblico secondo un calendario  work-in-progress da definire settimanalmente in accordo con l’amministrazione comunale secondo le esigenze della stessa”.

I volenterosi giovani rifugiati hanno un’età che varia dai 18 ai 30 anni, e i paesi di provenienza dai quali sono fuggiti sono Gambia, Senegal, Nigeria e Mali.

Presteranno il proprio servizio durante le mattinate feriali dal Lunedì al Venerdì. In particolare, cureranno la pulizia delle strade e delle aiuole del centro storico, della villa comunale, del cimitero e di Scoglitti.

“Sono tutti ragazzi che pur esprimendosi in un italiano un po’ approssimativo, dimostrano la ferrea volontà di chi vuole integrarsi e rendersi utile alla comunità ospitante” dichiara Ciancio.

“Si tratta, di giovani abbandonati dalla sorte e sfuggiti da persecuzioni e morte, giunti in Italia in cerca di speranza. Accolti a Vittoria” – conclude Walter Ciancio – “sono rinate in loro la voglia di vivere e di fare, e da quell’abbandono spirituale e affettivo hanno preso le mosse per impegnarsi e lavorare, pronti a prendersi cura dei luoghi talvolta “abbandonati” della città che li ha accolti”.

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