Sanità e chirurgia: In Sicilia primo intervento sperimentale oculistica

IN SICILIA OCULISTICA D’ECCELLENZA. EFFETTUATO PER LA PRIMA VOLTA INTERVENTO COMBINATO PER IL CHERATOCONO

Il direttore Zagari: «Così è possibile invertire la tendenza migratoria dei pazienti verso il Nord Italia»

Nello scatto di gruppo, da sx: Marco Zagari (medico oculista), Miguel Rechichi, Marcello Santocono (medico oculista), Silvio Zagari (direttore sanitario Pce), Federico Basile (direttore amministrativo Pce).

L’oculistica in Sicilia ha raggiunto un nuovo e importante traguardo: per la prima volta nella regione è stato effettuato l’intervento chirurgico di “regolarizzazione del cheratocono con laser ad eccimeri e cross linking plus”. Si tratta dell’operazione ad oggi più avanzata per curare la distrofia della cornea, patologia oculare sempre meno rara e diffusa soprattutto tra i giovani.

L’intervento è stato realizzato al Poliambulatorio Centro Europeo (Pce) di Acicastello, in provincia di Catania, dove è giunto appositamente lo specialista Miguel Rechichi, tra i massimi esperti internazionali in materia.

Affiancato dal team medico del Poliambulatorio – che per primo nell’isola si è dotato della tecnologia più aggiornata in fatto di chirurgia agli occhi, il laser ad eccimeri Schwind Amaris con Smart Pulse Technology – il dott. Rechichi ha spiegato come l’innovatività dell’intervento sia rappresentata dall’unione e combinazione di due operazioni: in una prima fase il laser ad eccimeri consente di raggiungere e stabilizzare una geometria più regolare della cornea, mentre nella seconda fase, tramite il laser ultravioletto, è possibile rinforzare e irrigidire il tessuto rimanente. «Ciò che distingue questo intervento dai precedenti – ha spiegato Rechichi – è il tentativo di conservare la cornea del paziente, eliminando e riducendo al minimo la necessità del trapianto. Quindi la distorsione non viene più soltanto bloccata, ma viene corretta migliorando in ultimo la vista. Un obiettivo scientifico di grande importanza, avvalorato dalla possibilità, grazie a dispositivi hi tech, di personalizzare il trattamento ad hoc per ogni ciascun paziente. L’operazione infatti – continua lo specialista – è progettata sui dati e sui bisogni soggettivi del singolo, poiché la forma del cono corneale solitamente varia di occhio in occhio».

La patologia del cheratocono è solitamente «poco diagnosticata e quindi poco conosciuta – ha aggiunto Rechichi – spesso è un astigmatismo non approfondito, per questa ragione i pazienti la scoprono in fase già avanzata. Eppure nel Sud Italia ne soffre 1 paziente su 300, senza considerare il sommerso».

Dal punto di vista pratico, l’intervento dura circa 20 minuti, con anestesia topica agli occhi che azzera ogni fastidio e dolore. L’invasività è minima perché il laser consente di lavorare “no touch”, e i tempi di recupero sono sostenibili.

Il trattamento combinato messo a punto al Poliambulatorio non è soltanto un prezioso traguardo in campo scientifico, ma «un evento per la salute dei siciliani – ha affermato il direttore sanitario del Pce Silvio Zagari – è noto il fenomeno della migrazione in altre parti d’Italia di molti pazienti che devono curare patologie particolari. Oggi possiamo invertire la tendenza, sia per i casi di cheratocono che per la maggior parte delle malattie oculari. Insieme a un gruppo di colleghi, giovani, preparati e tutti siciliani, abbiamo investito risorse e competenze per dare a questa terra un polo d’eccellenza sanitario».

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