Santa Croce Camerina, diatriba in Consiglio Comunale

“Siamo rimasti in tre…..AHI AHI AHI…Parafrasando una famosa canzone di Modugno con Ciccio e Franco, rendiamo noto ai santacruciari che ieri sera la maggioranza, si è definitivamente sfaldata”.

Ad affermarlo, in una nota diffusa, i consiglieri di opposizione Luca Agnello, Lucio Schembari, Katia Gambino del Gruppo Liberi di Scegliere e Giusy Zisa del gruppo API.

“Quattro i consiglieri che ufficialmente sono rimasti fedeli al sindaco – continua la nota – mentre altri tre formano il gruppo “INSIEME”. La maggioranza, al suo interno, ha una minoranza così tanto arrabbiata e incongruente, da sbattere la porta in sala Giunta e romperla nel vero senso della parola”.

Ed aggiungono: “La domanda sorge spontanea: “INSIEME” PER FARE COSA ? Per far trattenere ancora una volta il Sindaco “ostaggio” delle loro esigenze? Oppure per ripararsi, come ha scritto la Cons. Galuppi, dal fuoco amico?”

“Emerge prepotente un dato su tutti – si legge ancora nella nota – ieri sera si è consumata l’ennesima sconfitta del duo che ha caratterizzato fin ora negativamente l’azione di questa Amministrazione: l’assessore-vicesindaco-consigliere Giavatto (uno e trino, unico in tre persone)e la sua pluripropagandata FARMACIA COMUNALE, MAI RICHIESTA ALLA REGIONE PERCHE’ NON SI PUO’ FARE PER LEGGE. Dopo circa un decennio lo stesso, ieri sera, borbottava con se stesso , senza mai prendere ufficialmente la parola in Consiglio per evitare di rispondere ai legittimi, motivati oltre che precisi interventi della minoranza”.

“Sig. SINDACO – concludono i consiglieri – la invitiamo a disfarsi in tempi brevi di questa figura mitologica, che sta portando alla deriva non solo la sua Amministrazione, ma l’intero paese. L’altro personaggio che paga pegno è il Presidente del Consiglio che si è nascosto sotto mentite spoglie, come ha sempre fatto nella sua attività “parapolitica”, e dietro le azioni degli uffici, senza mai assumersi le responsabilità del suo ruolo che dovrebbe essere imparziale ma che di fatto non lo è mai stato. Questo strano modo di fare politica ormai noto a tutto il paese non è più tollerabile né giustificabile. E’ giunto il momento di ridare dignità al Consiglio comunale. Auguri e buona legislatura”.

Immediata la replica del gruppo “Insieme” (riportiamo testualmente la nota diffusa):

“Nell’ultimo comunicato a firma Liberi di scegliere e Api, si intravede la missione che, da inizio mandato, tiene insieme alcuni pezzi dell’opposizione: denigrare il prossimo. Da qualche settimana a questa parte, infatti, non si coglie una sola proposta per il bene del paese, se non il tentativo di dividere e annientare in tutti i modi la compagine che è uscita vincitrice dall’ultima competizione elettorale. Fare la guerra a Giavatto e Mandarà, certamente li farà sentire fichi. Ma rischia di essere l’unico motivo per cui verranno ricordati”.

Lo dicono i consiglieri comunali Antonella Galuppi, Giovanni Giavatto e Piero Mandarà, che hanno istituito di recente il gruppo consiliare “Insieme”.

“Nella mia veste di presidente del Consiglio – esordisce Mandarà – sento di dover segnalare quella che, secondo me, è una mancanza di rispetto verso il ruolo istituzionale ricoperto e i cittadini che ci hanno investito di tale responsabilità. Da un paio di sedute del Consiglio, alcuni colleghi delle opposizioni sottolineano la “grave inadeguatezza” del presidente, solo per non aver messo ai voti – ieri mi sono comunque impegnato a portare in aula la discussione – una proposta di modifica del regolamento inoltrata da una consigliera. L’ho fatto perché il regolamento non lo ammette e perché gli uffici si sono dichiarati non favorevoli. A chi contesta che in passato, su tre proposte della maggioranza, sia stato adottato un metro diverso, rispondo che gli errori sono stati commessi in buona fede e con la complicità involontaria di tutte le parti in causa. Ma non per questo, di fronte a un’evidenza, vanno ripetuti. Se i quattro consiglieri d’opposizione intendono perorare solo questa causa, venendo meno ai motivi per cui sono stati eletti, non rendono un buon servizio alla città. Che, con tutto il rispetto per il regolamento, merita un altro genere di impegno”.

Dura la posizione di Antonella Galuppi, neo capogruppo di “Insieme”: “La canzone a cui fa riferimento (anche) la consigliera Zisa parla di tre somari e tre briganti. Ebbene noi tre consiglieri, Galuppi, Giavatto e Mandarà, non siamo somari perché ognuno di noi ha titoli di studio e competenze che la stessa non possiede. Non siamo neppure briganti perché questo rasenta la “diffamazione a mezzo stampa ed internet” ed equivale ad un reato di cui potrebbe pagare care le spese, se seguisse una querela. Noi parliamo senza che nessuno ci suggerisca cosa dire tra i banchi del pubblico, a differenza della Zisa che invece ha bisogno di un suggeritore. Chi adesso l’accarezza, fino a pochi mesi fa ne diceva peste e corna. Fossi in lei, farei attenzione. Quanto alla porta divelta dalla Galuppi, da chi le è arrivata la notizia visto che lei né la minoranza erano presenti? Forse dalla sua inneggiata maggioranza che fa inciuci sottobanco con la minoranza, comportandosi con estrema coerenza nei confronti degli elettori? Lei è l’ultima a poterci fare la predica. Almeno i tre, che lei tanto denigra, sono rimasti coerenti con loro stessi e con la loro dignità”.

Lapidario, infine, il commento del vice-sindaco Giavatto: “Sono onorato di essere una figura mitologica che si distingue dalle figurine che non possono pregiarsi di far parte nemmeno della famosa collezione Panini. Per rispondere alle loro fandonie ci sono modi e luoghi più opportuni. Il tempo è galantuomo”.

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