Sos e iniziative di mobilitazione dei Comuni contro i tagli: dalla riunione di Caltagirone fronte comune dei sindaci “per farci sentire anche a Roma”

CALTAGIRONE – “Siamo stufi dei continui e crescenti tagli che ci costringono a essere sempre più esattori per i nostri concittadini. Così non possiamo e non dobbiamo andare avanti. Stavolta, però, non ci fermeremo se prima non avremo le risposte che chiediamo. Il Governo centrale sostituisce alle entrate, prima certe, dei trasferimenti statali, le entrate, purtroppo incerte, derivanti dai tributi locali da parte di popolazioni allo stremo e che non ce la fanno a pagare. E tutto ciò è ancora più grave al Meridione e in Sicilia”.
E’ l’accorato grido d’allarme, ma anche l’invito a rinserrare le fila e a spostare il livello della protesta “sino a Roma, dove si sottovaluta la grande polveriera in cui sono stati trasformati i territori, in particolare quelli del martoriato Sud”, lanciato, al municipio di Caltagirone, dai sindaci e altri rappresentanti dei Comuni del Calatino, nel corso dell’incontro promosso dal primo cittadino di Caltagirone, Nicola Bonanno.
Mirabella Imbaccari  ha “aperto le danze”, la settimana scorsa, con le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali. E martedì 10 marzo il sindaco Enzo Marchingiglio e la presidente del Consiglio comunale, Filippa Martines, saranno sentiti al congresso di Anci – Sicilia.     Si tratta, secondo i sindaci, di un primo passo “per estendere la protesta agli altri municipi siciliani. Per far sentire la nostra voce – spiegano – pensiamo a forme di protesta anche eclatanti, come per esempio alla consegna, in contemporanea, nelle nove prefetture dell’Isola, delle fasce di tutti i primi cittadini siciliani. Ma non vogliamo fermarci in Sicilia. A Roma devono sentirci”.
Si punta a fare fronte comune. “Vogliamo coinvolgere in pieno le forze sociali – afferma Bonanno -, sicuri della loro sensibilità su un tema che brucia sulla pelle di tanti cittadini. E che diventa ancora più drammaticamente attuale con il nuovo modello di bilancio armonizzato, che impone estrema rigidità di gestione e che penalizza soprattutto comunità come quelle del Mezzogiorno”.
In programma, per rendere l’azione “la più corale e incisiva possibile”, una riunione con i sindacati e poi con i deputati del territorio, “che devono fare sino in fondo la loro parte e far sentire, insieme a noi, il grido di dolore di chi non può più andare avanti in questo modo – osservano i primi cittadini del Calatino -. Noi siamo in prima linea, ma chiediamo di non essere lasciati soli”.

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