Spesa fondi di coesione: dagli eurodeputati l’invito alla Sicilia a raddoppiare gli sforzi

Si chiude oggi la visita di una delegazione di dodici parlamentari della commissione Sviluppo Regionale del Parlamento Europeo nel distretto della Sicilia orientale.
Dopo tre giorni fitti di incontri con le autorità locali, regionali e nazionali e di visite a progetti finanziati dai fondi strutturali europei a Catania, Modica, Piazza Armerina ed Enna, gli eurodeputati fanno il punto su quanto hanno testimoniato riguardo come la Sicilia ha speso e sta spendendo il Fondo per lo Sviluppo Regionale (Fesr) per il periodo 2007-2013 e sulla programmazione 2014-2020.
Il presidente della delegazione, il parlamentare della sinistra francese Younus Omarjee, riassume così i tre messaggi chiave che gli eurodeputati vogliono trasmettere alle autorità locali, regionali, nazionali e comunitarie e ai cittadini siciliani: “In primo luogo, la Sicilia deve raddoppiare, rispetto al passato, gli sforzi per spendere bene i fondi di coesione per il periodo 2014-2020. Le politiche di coesione sono importanti in particolar modo per le regioni meno sviluppate come la Sicilia. Secondo: il fondo di sviluppo regionale non deve essere solo a vantaggio delle singole comunità o regioni, ma deve essere speso in modo che a beneficiarne sia tutta l’Unione Europea. Per questo bisogna sfruttare le grandi potenzialità che la Sicilia ha in materia di economia legata alla sua dimensione marittima e portuale e alla possibilità di crescita verde, a basso consumo energetico e a basse emissioni. Infine, tutta la delegazione è rimasta colpita dalla capacità dei siciliani e degli attori politici locali di rispondere all’attuale crisi legata all’accoglienza dei rifugiati. Lavoreremo a stretto contatto con la Commissione Europea per fare in modo che i fondi di coesione siano sempre più utilizzati anche per aiutare regioni come la Sicilia a prendersi carico dei migranti che arrivano sull’isola”.

Constanze Krehl, eurodeputata socialista tedesca e coordinatrice nella Commissione Sviluppo Regionale del PE, ha dichiarato: “Sono contenta di constatare in prima persona, sul campo, che non solo i fondi di coesione aiutano la ricerca e l’innovazione, ma creano un ambiente favorevole alla nascita di start up e al consolidamento delle piccole e medie imprese. Quello che però auspico è che tutti questi sforzi nella ricerca, finanziati anche da contributi comunitari, vengano tradotti massicciamente in pratica per il beneficio di tutti gli europei. Ci tengo infine a ringraziare tutti i siciliani e le siciliane per gli sforzi enormi che stanno facendo e per la loro generosità nella difficile situazione che l’attuale flusso di rifugiati mette di fronte a noi tutti”.

L’europarlamentare di area popolare Krzysztof Hetman, ha dichiarato: “Questa delegazione ci ha permesso di visitare sul terreno progetti finanziati dai fondi di coesione e di capire l’impatto concreto e il valore aggiunto che tali fondi hanno per le comunità locali. Chiediamo a tutti gli attori regionali di utilizzare al massimo i finanziamenti per le politiche di coesione per il periodo 2007-2013, e di velocizzare l’attuazione dei programmi di lavoro per il periodo 2014-2020. Questo permetterà di incentivare la crescita e l’occupazione e, di conseguenza, di migliorare la vita dei nostri cittadini.

Più critica nei confronti del governo regionale siciliano è l’eurodeputata dei cinque stelle Rosa D’amato: “Dopo avere ascoltato le caratteristiche del nuovo programma per il fondo di sviluppo regionale 2014-2020 in Sicilia, Abbiamo chiesto delucidazione anche sulla programmazione 2007-2013, proprio perché crediamo sia utile evidenziare le criticità affrontate al fine di non ripetere gli stessi errori. Ricordiamo che la dotazione iniziale del FESR 2007-2013 era di ben 6,5 miliardi di euro, poi ridotti a 4,3 miliardi per manifesta incapacità di spesa del governo regionale precedente. A fine settembre 2015, a tre mesi dalla fine della programmazione, la spesa certificata si registra tra i 2,8 e i 3 miliardi di euro (se contiamo il secondo tratto del Grande Progetto dell’Agrigento Caltanissetta). In pratica ci sono circa 1,3-1,5  miliardi di euro da spendere in tre mesi quando avevamo nove anni di tempo per farlo. Se non lo faremo, al 31 dicembre 2015, scatterà il disimpegno automatico di circa il 35% delle risorse, ripeto più di un miliardo di euro”.

Michela Giuffrida, europarlamentare catanese del PD, ha dichiarato: “Credo che l’obiettivo della nostra missione sia stato raggiunto. Visitare alcune delle realtà che hanno beneficiato dei fondi comunitari ma soprattutto rendersi conto delle istanze che il territorio esprime. La Sicilia ha bisogno, per poter sfruttare a pieno le risorse per la Coesione, di procedure semplificate e di puntare sui fondi diretti, bypassando quelle trafile che, spesso, sono un ostacolo insormontabile. Dagli incontri che abbiamo avuto con i tanti amministratori locali questo emerge con forza. E noi non possiamo non prenderne atto”.

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