StopOPG: “Nomina Commissario per superamento Ospedali Psichiatrici Giudiziari”

È Franco Corleone, già garante dei diritti dei detenuti

Roma, 19 febbraio 2016 – Si invia il comunicato stampa del Comitato StopOPG, di cui la Cgil fa parte, sulla nomina da parte del Consiglio dei Ministri di Franco Corleone a Commissario unico per il superamento degli OPG.

La nomina, da parte del Consiglio dei Ministri, del Commissario unico per il superamento degli OPG è una buona notizia. L’abbiamo sollecitata da mesi e finalmente è arrivata. Non deve essere considerato un atto “punitivo” verso i comportamenti delle regioni commissariate, quanto piuttosto un sostegno a veri processi di cambiamento nel processo di superamento degli OPG.

Inviamo i nostri auguri e la piena disponibilità a collaborare a Franco Corleone: conosciamo la passione e la competenza con cui ha svolto il suo lavoro di garante dei diritti dei detenuti e delle persone prive della libertà. E va riconosciuto l’impegno e la determinazione con cui il sottosegretario De Filippo ha seguito il processo di superamento degli OPG.

Sappiamo che il Commissario deve intervenire per garantire ad ogni internato la dimissione, così da poter chiudere gli OPG “superstiti” (Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino, Aversa e Barcellona Pozzo di Gotto). Non dimenticando che quello di Castiglione delle Stiviere ha solo cambiato targa “trasformandosi” da OPG in REMS con oltre 200 internati.

Ma il mandato che è stato affidato al Commissario è più ampio, come chiedevamo: riguarda tutto il territorio nazionale, per la piena e corretta applicazione della legge 81/2014, che privilegia decisamente misure di sicurezza alternative alla detenzione con progetti di cura e riabilitazione individuale. E questo è possibile nella stragrande maggioranza dei casi, come indicano le Relazioni al Parlamento. Decisivo perché ciò si realizzi è il ruolo della magistratura e il rapporto di collaborazione con le Regioni e le Asl. Allora il ruolo delle REMS (Residenze per l’Esecuzione della Misura di Sicurezza) – e quindi la detenzione – può e deve diventare residuale rispetto a cure che devono svolgersi nei servizi di salute mentale e socio sanitari del territorio. Servizi che vanno sostenuti e ai quali vanno subito assegnate le risorse finanziarie e umane necessarie. Ora possiamo fare un altro passo avanti lungo la strada della legge 180, che decretando la chiusura dei manicomi ha restituito speranza, diritti e dignità a migliaia di persone.

p. stopOPG nazionale

Stefano Cecconi, Vito D’Anza, Giovanna Del Giudice, Patrizio Gonnella, Armando Zappolini

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