Terminal 3, Ansa: “Conseguenze per la salute dei lavoratori”. Il ricercatore Cnr, Pagliaro, aveva messo in guardia.

ROMA – E’ stato aperto un fascicolo dalla Procura di Civitavecchia a seguito del rogo, scoppiato nella notte tra il 6 ed il 7 maggio scorso, al Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumiucino. A dare l’allarme sul rischio inquinamento e per la salute dei lavoratori, a qualche giorno di distanza dall’incendio,  era stato il ricercatore del Cnr di Palermo, Mario Pagliaro, che, da queste colonne, aveva posto l’accento sulla possibile formazione di una serie di composti tossici, fra cui le diossine e altri composti clorurati. Sono già 150 i dipendenti che accusano malesseri e il numero è destinato a salire. L’impatto ambientale interno al Terminal è stato impressionante. La notizia è stata pubblicata da Ansa Lazio, che riferisce di “conseguenze per la salute dei lavoratori“. 

“L’Arpa Lazio ha segnalato la presenza, oltre alla diossina, di Pcb e di furani in quantità rilevante – si legge nell’Ansa – .  Per questo filone sono indagati un dirigente dell’Asl Rmd e un manager di Adr. Nell’ambito del nuovo fascicolo, il procuratore di Civitavecchia Gianfranco Amendola ed il pm Valentina Zavatto, dopo aver interrogato i vertici dell’Asl Rmd, hanno iscritto per abuso d’ufficio un funzionario che si ritiene non essere intervenuto a tutela e nel rispetto dello statuto dei lavoratori. E’ invece indagato per violazione della normativa sulla sicurezza un alto funzionario di Adr sospettato di aver fatto lavorare il personale nei giorni successivi al rogo violando le norme in materia di tutela della salute. Il nuovo fascicolo della Procura di Civitavecchia ha preso spunto dalle patologie lamentate da 150 lavoratori impiegati nelle aree adiacenti la zona commerciale del Terminal 3 distrutta dal rogo. Si tratta, come emerso da certificazione medica, di disturbi respiratori ed alla pelle. Aeroporti di Roma ha riaperto recentemente una di queste aree, il “Molo D”, previo parere favorevole di un funzionario dell’Asl Rm d, sulla base di analisi sui livelli di inquinamento dell’aria fatte da una società privata. Questa aveva evidenziato la non sussistenza di anomalie a livello tossico. Contemporaneamente, un altro dipartimento della stessa Asl, oltre a diffidare Adr al fine di proseguire il monitoraggio dell’aria, ha sollecitato l’intervento dell’Arpa Lazio la quale ha invece riscontrato, come conseguenza dell’incendio, l’elevata quantità di elementi tossici “. Italreport, piace ricordare,  è stata, in assoluto, la seconda testata giornalistica, in tutta Italia, a dare notizia di quelle che sarebbero state le conseguenze per i lavoratori che si erano recati in servizio al T3 di Fiumicino, nel dopo rogo. Fu proprio la nostra intervista rilasciata dal ricercatore del Cnr, Pagliaro, a mettere in guardia su ciò che sarebbe potuto accadere a questi lavoratori.

 

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