I tre impianti pubblicitari rimossi senza avvisare le ditte proprietarie: Cna e Ascom controreplicano al Comune

Cna territoriale e sezione Ascom di Ragusa controreplicano al Comune: “Dal 2008 a oggi i pagamenti sono stati versati e sempre accettati dall’ente di palazzo dell’Aquila. Pende un ricorso al giudice di pace che sarà trattato in udienza il 16 settembre”

RAGUSA – La Cna territoriale e la sezione Ascom di Ragusa, dopo avere preso atto della replica del Comune sulla delicata vicenda riguardante la rimozione di tre impianti pubblicitari 6×3, chiariscono il proprio punto di vista. “Intanto – affermano la responsabile organizzativa Cna Antonella Caldarera e il presidente sezionale Ascom, Salvo Ingallinera – a tutte le richieste di rinnovo avanzate dalle ditte non è mai stato dato seguito alcuno. E ciò dal 2007 a oggi. Nonostante tutto, le ditte hanno sempre versato i tributi dovuti con i diritti di affissione, tributi sempre accettati dal Comune. Per quanto riguarda la vicenda dei tre impianti pubblicitari, ci preme sottolineare che, al contrario di quanto asserito dagli organi comunali competenti, dal 2008 a oggi i pagamenti sono sempre stati versati. Non solo. E’ stato avanzato ricorso in tempo utile, l’8 luglio scorso, presso il giudice di pace che ha fissato l’udienza al 16 settembre. Più in generale, ci preme sottolineare che, invece, gli impianti non in regola con i permessi e con i pagamenti non sono stati rimossi. Per quanto riguarda le richieste di rinnovo, le ditte fanno presente che le stesse richieste sono state presentate in tempo utile, vale a dire il 22 gennaio 2010, il 24 maggio 2013 e il 26 luglio 2016. Le richieste in questione, però, non hanno mai avuto riscontro. Nonostante tutto, le ditte in questione avevano manifestato la propria disponibilità per riposizionare gli impianti, su indicazione dell’Amministrazione comunale, così come già accaduto con altri impianti nel 2015 che sono stati rimossi a spese delle ditte e su cui si attendono ancora indicazioni specifiche per quanto riguarda il riposizionamento degli stessi. L’Amministrazione comunale ha preferito agire d’autorità senza nemmeno avvertire gli interessati dell’imminente rimozione”.

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