Unicredit, ancora beffa, caccia i lavoratori in Sicilia, assume al Nord.

Palermo – Sicilia – 1/11/2014 – Una campagna di esodi incentivati concordata con le Organizzazioni sindacali a fronte di nuove assunzioni, ma ancora una volta, è beffa, Unicredit fa marcia indietro e nell’Isola non assume “nessuno”.

Questa la denuncia dei sindacati dei bancari, che protestano per la decisione aziendale che di fatto penalizza, ancora una volta, i lavoratori siciliani. Secondo il protocollo siglato nello scorso mese di giugno, erano previste 800 nuove assunzioni e circa 700 stabilizzazioni di apprendisti. Nel corso di una riunione che ha avuto luogo a Milano proprio ieri, i vertici della banca, hanno annunciato che ci saranno 60 nuove assunzioni, ma nessuna di queste in Sicilia.

Questo nuovo colpo di coda, tendente a penalizzare fortemente l’Isola, ha fatto scattare la reazione dei rappresentanti dei lavoratori bancari. In una nota congiunta, Carmelo Raffa, leader della F.A.B.I. siciliana e Gabriele Urzì, leader della FIBA/CISL Sicilia, hanno espresso il loro disappunto.

<Le nuove assunzioni> hanno dichiarato i due sindacalisti <sono distribuite tutte nel Nord-Italia, tre nell’area nord-ovest, 5 in Lombardia, 8 nell’area nord-est, 20 nella direzione centro-nord, dieci al centro Italia e 14 in direzione sud. Nessuna in Sicilia. Nella nostra Isola non assumono una sola unità dal 2007, nonostante migliaia di lavoratori esodati e pensionati, provengano proprio dalla nostra terra, e nonostante i risultati, sia in termini di raccolta, sia in termini di impieghi, sia stata ed è, molto significativa>.

Ancora una volta una delusione che si va ad aggiungere ad altre denunciate con veemenza dagli stessi lavoratori della banca. Sono in tanti infatti, quelli che, a seguito dell’ennesima riorganizzazione, sono stati trattati a pesci in faccia, a scapito della professionalità acquisita, della stima incondizionata che la clientela ripone su di loro e dei risultati che hanno prodotto, riuscendo con questi, a fare crescere significativamente, i numeri positivi dell’Istituto.

<Senza un ricambio generazionale, concludono Raffa e Urzì, tante operazioni che la banca sta effettuando, non avranno un positivo sviluppo, è inutile “sfornare” slogan roboanti di presunte attenzioni al territorio, quando nei fatti, si verificano episodi come questo, discriminanti e incomprensibili>.

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