Unicredit-Sicilia. Le nuove modifiche organizzative provocano proteste dei Sindacati e delle Associazioni.

Si respira un clima pesante nei rapporti tra i sindacalisti siciliani di Unicredit e i Responsabili Aziendali.

L’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione aziendale di procedere ad ulteriori modifiche organizzative che comporteranno penalizzazioni pesanti nei confronti di alcuni territori e in particolare per la provincia di Ragusa.

Ciò è avvenuto tenendo all’oscuro i rappresentanti dei lavoratori.

Sull’argomento è gia intervenuto l’ex parlamentare Francesco Aiello che sta scendendo di nuovo sulla pista politica per riconquistare la carica di Primo cittadino della città di Vittoria. Nelle prossime ore si prevedono altri interventi di protesta autorevoli da parte degli Esponenti di Associazioni e della Società Civile del territorio ragusano.

Poco fa i coordinatori territoriali della Region Sicilia appartenenti a tutte le sigle sindacali non solo hanno preso le distanze dalle decisioni adottate ma hanno lanciato accuse pesanti ai vertici di Unicredit che cos’ facendo: “non rispetta oggi chi lavora in Unicredit e neanche coloro che li rappresentano”.

Ecco il testo del comunicato sindacale:

“All’indomani dell’accordo sulle pressioni commerciali sottoscritto in data 22 aprile 2016, con il quale avevamo condiviso una più significativa sinergia tra le funzioni Aziendali del Commerciale, del Personale e delle Relazioni Industriali, al fine de rendere il clima Aziendale coerente con le esigenze dei lavoratori (che non possono in alcun modo essere né vessati né, in alcuni casi, spinti a pratiche irregolari) dobbiamo rilevare che sono in atto importanti riorganizzazioni nella Region Sicilia, comunicati in via ufficiale ai responsabili delle strutture direttamente coinvolte, di cui apprendiamo tardivamente e senza preventiva informativa, Le conference Call, avviate stamani con i responsabili dei distretti, per far conoscere le decisioni prese sulle modifiche organizzative che riguardano la Regione Sicilia ed in particolare l’unificazione delle aree di Siracusa e Ragusa, con lo scorporo da quest’ultima delle filiali del Calatino, sono un chiaro segnale di un atteggiamento aziendale che non possiamo in alcun modo accettare e che ricusiamo fermamente. L’azienda non può in alcun modo, in presenza di rilevanti modifiche organizzative, omettere di illustrare il progetto e le relative ricadute sugli organici alle Organizzazioni Sindacali. I diritti di informativa rimangono inviolabili e irrinunciabili per il Sindacato. Ciò deve essere ben chiaro al Regional Manager che oggi gestisce la Region Sicilia, il quale non può permettersi di fare passare le scelte aziendali sulla testa dei lavoratori e dei loro rappresentanti. Le previsioni del CCNL sono chiare e prevedono appositi incontri con le RR.SS.AA. legittimate, che consentano alle stesse di capire i motivi delle modifiche organizzative, le reali conseguenze per i lavoratori e le eventuali soluzioni o integrazioni che le stesse RR.SS.AA. possono suggerire per le tutele più ampie dei lavoratori rappresentati e interessati dalle modifiche. Omettendo tutto ciò l’Azienda che richiede al Sindacato di essere disponibile per affrontare tutte le tematiche generali di SUO INTERESSE non fa altro che tradire principi chiari che riguardano il rispetto di chi lavora oggi in Unicredit e dei suoi Rappresentanti Sindacali.

I COORDINATORI TERRITORIALI UNICREDIT – REGION SICILIA FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – SINFUB – UGL Credito – UILCA – UNISIN”

A questo punto ci chiediamo se dopo i continui mutamenti organizzativi da parte dell’Azienda  non è il caso di riproporre la preoccupazione scaturita tre anni fa in merito alla ventilata soppressione della Region Sicilia e ci chiediamo il perchè della mancata risposta da parte di Federico Ghizzoni alle precisazioni richieste al riguardo con lettera da parte del Presidente dell’ANCI Sicilia.oelando 988837_10201090511731595_1395106517_n

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