Unioncamere, manifattura: un Natale ricco per alimentare ed elettronica

Segno + per i preconsuntivi di fine anno ma la ripresa riguarda soprattutto alcuni settori

Roma, 18 dicembre 2015 – Regali “ghiotti” ed elettronica. Stando alle previsioni formulate dalle imprese, saranno questi i doni che gli italiani più frequentemente troveranno sotto l’albero di Natale. I preconsuntivi per il IV trimestre 2015 dell’industria manifatturiera, elaborati dal Centro studi di Unioncamere e dall’Istituto Guglielmo Tagliacarne, mostrano una impennata di ottimismo soprattutto tra le imprese del settore alimentare e elettrico ed elettronico, ma si estendono a “macchia di leopardo” all’intero segmento manifatturiero. Le attese positive – se confermate alla fine del periodo – daranno la misura di quanto la macchina Italia stia, sia pure faticosamente, rimettendosi in moto.

“Alcuni ‘pezzi importanti’ del nostro sistema manifatturiero mostrano di aver imboccato un percorso di recupero di una certa consistenza”, evidenzia il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “E’ fondamentale ora che la crescente fiducia manifestata dai consumatori e attestata dalle rilevazioni dell’Istat si traduca in una buona ripresa dei consumi interni. In questo modo gli effetti positivi di questo ripresa dell’attività produttiva dopo tanti anni di crisi potranno trasferirsi anche a quei settori e a quelle aree del Paese che mostrano ancora difficoltà”.

Gli ottimisti in netta maggioranza

Ammonta a +16 punti percentuali la differenza fra gli imprenditori che prevedono un incremento di produzione e fatturato rispetto a quelli che ne prevedono una diminuzione nel IV trimestre dell’anno, ma si aggira intorno ai 30 punti percentuali nel caso dell’alimentare e dell’industria elettrica ed elettronica. Tra chi vede maggiormente rosa ci sono gli imprenditori del Centro (il saldo fra attese positive e negative è pari a +23 per la produzione e a +20 per il fatturato) mentre nel Mezzogiorno il saldo è di +19 per entrambi gli indicatori.

Il dato più confortante di queste manifestazioni di ottimismo riguarda però la previsione di ripresa della domanda interna, sebbene essa appaia comunque più debole di quella estera e limitata ad alcuni casi specifici: il saldo tra attese di incremento e di diminuzione degli ordinativi provenienti dai consumatori italiani è infatti pari a +9 punti percentuali, a fronte dei circa 20 punti che caratterizzano quelli esteri. Il dato di sintesi degli ordinativi interni è trainato verso l’alto dalle previsioni particolarmente positive dell’alimentare (+32 punti percentuali) e dal comparto dell’elettricità e dell’elettronica (+19 punti percentuali). Decisamente più contenuto, invece, per gli altri settori.

tabella 1

tabella 2

tabella 3

tabella 4

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