Vittoria. Aiello: “Comune nega l’acqua ai cittadini. A pagamento per chi non è allacciato alla rete idrica”

Vittoria, 28 maggio 2015 – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma dell’on. Prof. Francesco Aiello:

Quando mi hanno comunicato questa cosa, non ci volevo credere. Non potevo o volevo accettare l’idea che centinaia di famiglie residenti fuori dal perimetro urbano o in zone lontane dalla rete idrica cittadina potessero essere escluse dal servizio delle autobotti.
I diritti di base dei nostri concittadini, in una città che aveva disegnato una vera affermazione del principio acqua-bene comune, che aveva affermato politiche di servizio rapide ed efficienti per soccorrere chi vive nel disagio della lontananza, vengono travolti con un colpo di spugna da amministratori insipienti, proni alle richieste monetarie della Sap, che ha suggerito e imposto al Comune di Vittoria, in conferenza di servizio, alla presenza dell’ineffabile depositario delle acque, potabili e reflue, e delle saie vittoriesi, Ass. Cavallo, la firma di un contratto oneroso di fornitura di acqua potabile, mediante le autobotti del Comune, per potersi lavare e mantenere l’igiene minima della propria residenza.
Ai cittadini non allacciati alla rete, eppure residenti, si richiede la sottoscrizione di un contratto a pagamento inventato dalla fantasia capziosa di qualche dirigente del Comune, in cui si stabilisce che l’acqua viene venduta, il cittadino deve pagare.
La Sap fa i suoi interessi e basta; ha ricevuto in affidamento un servizio che era comunale (ma che doveva essere riabbinato alla questione idrica e non a quella dei rifiuti) e pretende di essere pagata a quota piena, su tutto, senza valutare però che i soldi pagati dal Comune ogni mese, rimangono a tutt’oggi, sganciate da  una vera e precisa corrispondenza con la quantità e la qualità dei servizi effettivamente resi dalla Sap, per contratto sottoscritto e non verificato.
Fanno pagare ogni goccia d’acqua ai cittadini che non sono collegati alla rete, cosa mai avvenuta,  mentre dilapidano soldi in quantità per promozioni  in ambiti ristretti, per promozioni clientelari vergognose, per iniziative propagandistiche e manifesti stupidi come le mosche per annunciare comizi inutili.
Non c’è veramente limite alla indecenza di una amministrazione che ignora le vicende delle famiglie, che chiude gli occhi di fronte alla miseria, a chi non ha neanche i soldi per sfamarsi, e che entra con sconquasso nelle case di chi non può pagare,  per chiedere soldi per dare acqua potabile, per fare bere la gente, per stare vicino a chi è più lontano“.

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