Vittoria. Comisi: “L’importanza del nostro impegno per la Vita Indipendente e non solo”

Vittoria, 9 ottobre 2015 – Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma di Carmelo Comisi, Presidente MoVI:

“Oggi abbiamo consegnato all’On. Giuseppe Di Giacomo copia del progetto Vita Indipendente compilato qualche settimana fa insieme ai Servizi Sociali di Vittoria e presentato in Regione. Abbiamo fatto ciò perché, seppur dovesse essere scontato che i progetti redatti in maniera opportuna debbano essere approvati, l’esperienza ci insegna che senza le sollecitazioni opportune non si ottiene neanche quello di cui si ha diritto. Infatti, sempre per quanto riguarda i progetti sperimentali di Vita Indipendente che il Ministero dal 2013 propone alle Regioni, senza il nostro interessamento e le nostre ripetute e insistenti richieste indirizzate al Presidente della Commissione Sanità, nemmeno quest’anno i Distretti Socio-Sanitari della Regione avrebbero saputo di questa opportunità, che rappresenta il viatico da seguire per approdare ad una legge regionale sulla Vita Indipendente.
Sempre oggi, nella medesima occasione, abbiamo avuto modo di parlare brevemente con il Direttore Generale dell’ASP di Ragusa al quale ci siamo rivolti direttamente per sapere se si stesse già muovendo per farci ottenere la speciale carrozzina per fare le escursioni, ausilio di cui in questi giorni gli organi d’informazione si sono occupati alla luce della vicenda che ha visto escluso dalla gita scolastica nella valle dell’Ippari un bambino delle elementari affetto dalla Distrofia Muscolare di Duchenne. Intanto, poiché anche l’on. Di Giacomo era presente, non potendo cantare vittoria a seguito di una semplice disponibilità enunciata verbalmente, abbiamo voluto ricordare il contenuto dell’istanza presentata all’ARS nella quale suggerivamo di dotare ogni ASP di un paio di Joelette e sottoscrivere successivamente protocolli d’intesa tra le Aziende Sanitarie e le associazioni che si occupano di escursionismo, dando così a tutti la possibilità di parteciparvi. Nella stessa richiesta proponevamo di coinvolgere anche associazioni come l’Ente Nazionale Sordi, che potrebbero mettere a disposizione degli escursionisti gli interpreti LIS.
Nella speranza che i nostri imput producano dei risultati, non staremo certi con le mani in mano durante l’attesa.”

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