Vittoria. Di Falco chiede al sindaco la costituzione di parte civile del Comune nei processi per stalking e violenza sessuale

VITTORIA – Il presidente del consiglio comunale di Vittoria, Salvatore Di Falco, ha inviato una lettera al sindaco Nicosia per chiedergli di valutare l’ipotesi della costituzione di parte civile del Comune nei processi per stalking e violenza sessuale nei quali sono stati coinvolti due vittoriesi.
“Pregiatissimo signor sindaco – scrive Di Falco – ho appreso di un arresto per stalking ai danni di una nostra concittadina trentacinquenne e di un altro nostro concittadino arrestato per sequestro di persona aggravato e violenza sessuale continuata aggravata ai danni di una donna romena. Mentre manifesto il plauso alla magistratura ed alle forze dell’ordine per il risultato raggiunto e formulo l’auspicio che i giudici, in caso di colpevolezza, applichino la pena più severa possibile, Le chiedo di valutare l’ipotesi di costituirsi parte civile in nome e per conto della nostra comunità vittoriese. Invero mesi or sono la nostra città è stata oggetto di servizi giornalistici e televisivi che descrivevano la nostra città come territorio in cui il fenomeno dello schiavismo nelle campagne era parecchio diffuso. Io ebbi a dichiarare che questa targa di schiavisti e violentatori non è, ancor oggi, attribuibile alla nostra comunità, composta nella stragrande maggioranza da gente onesta, e che se fenomeni odiosi di questo tipo accadono, debbono essere classificati come ordinari atti di criminalità. Allo stesso tempo dissi che il modo come risarcire gli onesti agricoltori dal danno d’immagine loro arrecato è quello di sperare che chi delinque venga presto assicurato alla giustizia e punito in maniera dura ed esemplare. Ecco perché Le chiedo di valutare l’ipotesi di una costituzione di parte civile per risarcire la nostra comunità del danno all’immagine di città laboriosa ed onesta che questo tipo di crimini arrecano e, dall’altro, di valutare l’ipotesi che, in caso di condanna definitiva per i reati da costoro commessi, sia possibile revocare loro ogni eventuale agevolazione, anche tributaria e fiscale, o di qualsiasi altra fattispecie amministrativa che eventualmente avessero goduto e di applicare il massimo degli oneri tributari. Le rivolgo questo invito perché so quanto Lei sia sensibile non solo alla tutela dell’immagine della nostra comunità, ma anche perché negli anni scorsi ebbe a proporre l’idea, seguita poi da altri Comuni e dal Parlamento, di un regolamento sull’abbattimento dei tributi per chi avesse denunziato fenomeni di estorsione o di racket conosciuto come Regolamento antipizzo. Allora si trattò di un’intelligente, coraggiosa e saggia scelta di premialità per chi avesse collaborato con la giustizia; oggi Le chiedo di dichiarare dinanzi al giudice penale e dinanzi agli altri nostri concittadini onesti che l’amministrazione con i propri mezzi condanna e sanziona fortemente e con coraggio chi delinque dei reati più odiosi in danno di esseri umani danneggiando l’immagine della nostra comunità”.

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