Vittoria. Dimensionamento scolastico, nota del presidente Di Falco

Vittoria, 5 ottobre 2015 – Il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Di Falco, interviene nel dibattito in corso sul dimensionamento scolastico cittadino.
“Sulla vicenda si sta assistendo in questi giorni – afferma Di Falco – ad una vera e propria bagarre. Ritengo la polemica innescata fortemente dannosa per l’immagine che dell’istituzione scuola si sta dando all’opinione pubblica e soprattutto alle famiglie ed agli alunni che dovrebbero, invece, vedere nella seconda agenzia educativa dopo la famiglia comportamenti dignitosi e dettati dal buon senso. Ritengo anche che la delibera del 18 settembre sia il frutto di una buona valutazione, se è vero che è diretta a mantenere l’autonomia dell’Istituto Sciascia di Scoglitti e del Traina di Vittoria, a rispettare il portato storico delle scuole Vittoria Colonna e Giovanni XXIII, a dare il giusto riconoscimento all’ottimo lavoro svolto negli anni dai plessi Caruano e Rodari, riconoscendo al primo la dignità di Istituto comprensivo ed evitando al secondo di diventare una sorta di distributore di benzina. Le polemiche sorte appaiono stucchevoli e poco sincere, se è vero che pongono l’attenzione sulla salvezza delle dirigenze scolastiche, dimenticando, invece, la dignità degli alunni e del corpo insegnante che sta subendo in silenzio quei minimi spostamenti necessari per cercare di far quadrare i numeri pur di bilanciare l’attuale realtà dei nostri istituti, senza che si addivenga a smembramenti integrali che si rivelerebbero, questi sì, dannosissimi. Smettiamola allora tutti di fare polemiche inutili, ridicole e dannose. Lo dico ai gruppi politici che hanno scambiato questa vicenda per un argomento su cui fare propaganda elettorale alle spalle della nostra storia scolastica e che vorrebbero rivoluzionare anziché mantenere o ancora meglio implementare. E lo dico pure, e forse soprattutto, ai quei dirigenti scolastici ai quali rimprovero un atteggiamento lobbistico, che porta a valutare per prima cosa la propria poltrona e poi il numero degli alunni, come fosse un trofeo: e se per raggiungere questi obiettivi si devono smembrare istituti di successo come il Rodari o il Caruano ed il loro portato storico, culturale e professionale, che lo si smembri. E’, questo, un atteggiamento irresponsabile ed incomprensibile, tanto quanto irresponsabile ed incomprensibile è lanciare il messaggio alle famiglie degli alunni che si chiuderanno scuole. Non è affatto così ed è triste che questo non lo si dica con chiarezza a tutti e che anzi si faccia leva su questa sorta di terrorismo psicologico verso l’utenza delle scuole, che pare completamente messa in secondo piano. E’  triste assistere alla produzione di documenti che si contraddicono fra loro, o a riunioni segrete di dirigenti che escludono altri dirigenti e traccheggiano su classi e numeri di alunni. Non stiamo giocando al Monopoli!!!! Si stanno determinando il dimensionamento scolastico ed il futuro dell’offerta formativa. Mi aspetterei che si dibattesse anche animatamente su questo e non su numeri, classi e poltrone. Se questo è il modo di agire di chi per mandato professionale deve assumersi la formazione dei nostri futuri cittadini e dirigenti, provo vergogna. Lancio allora un appello a tutti, forze politiche e dirigenti, a farsi parte diligente nel chiedere compattamente una modifica del decreto assessoriale n.2731 del 27.5.2015 nella parte in cui riduce il tetto massimo degli alunni in quattrocento unità solo per le isole minori e i comuni montani ed esclude, ingiustamente ed incomprensibilmente, le frazioni marinare come Scoglitti che, per forza di cose, scontano il calo delle nascite per i noti fenomeni migratori che aggravano queste comunità e non solo. E’ paradossale che l’Assessorato regionale siciliano abbia previsto delle agevolazioni per le isole minori, i comuni montani e per le aree geografiche con specificità etniche e linguistiche, mentre per le frazioni marinare con presenza di istituti non abbia previsto nulla. Ma hanno dimenticato a Palermo che la Sicilia è fatta più di coste che di montagne, comunità etniche e linguistiche? Le logiche che hanno portato ad attenzionare i comuni montani non valgono per le frazioni marinare? Ecco perché mi attiverò perché si modifichi l’art.2 del decreto assessoriale integrandolo con l’individuazione dell’indice di riferimento ridotto fino a 400 alunni per gli istituti comprensivi esistenti nelle frazioni marinare siciliane. Ed in questa battaglia chiamo a raccolta tutti quanti, nella speranza di poterci affrancare da queste polemiche inutili e dannose per tutti”.

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