Vittoria. Mercato o mercati? Occorre essere seri e concreti.

Vittoria. 07/11/2019
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE.
I controlli attraverso le certificazioni antimafia, estese a tutti i soggetti coinvolti nei processi commerciali, diciamo che sono utili , se non altro perchè chiamano in causa il ruolo dello Stato che molto spesso si è rivelato estremamente carente.
Certo si vedrà come fare entrare entrare una cosa del genere nel funzionamento reale dei mercati.
Ora i soliti negazionisti vorrebbero fare terrorismo sui produttori, ridotti al lastrico, e sugli operatori, e come sempre vorrebbero alimentare la confusione: vedremo come si potranno fare i controlli e le certificazioni, ma intanto occorre precisare che il problema vero che abbiamo davanti, a mio avviso, e’ quello della pratica affermazione della trasparenza e della legalita’ nelle transazioni commerciali, a tutela non solo dei produttori ma anche degli onesti operatori che ci sono dentro e fuori il Mercato.
Bisogna comprendere che le certificazioni e le carte non possono essere fine a se stesse, ma devono servire ad aiutare e ad organizzare meglio quei percorsi di legalità commerciale, messi in pregiudizio certamente non solo a Vittoria ma in tutta la Sicilia. Se questi controlli dovessero essere fatti solo a Vittoria, e’ chiaro che si aprirebbero spazi per travasamenti operativi verso altre realtà simili, lasciate dormire tranquillamente, che si avvantaggerebbero della diversità di trattamento di strutture commerciali che in realtà sono simili in tutto e per tutto.
Se lo Stato continua a non capire che questa è la questione, che e’ di carattere generale, purtroppo le cose sono destinate a peggiorare sempre di più. Ma come stanno le cose negli altri mercati? Queste sono cose che si affrontano con misure generali. O qualcuno pensa che c’e’ solo Vittoria da monitorare lasciando nella incertezza tutte le altre realta’ commerciali della Sicilia?
Insomma la legalità si nutre di buone pratiche. Di presenza dello Stato nei luoghi e nelle strutture.
Soprattutto se non si mettono a fuoco i crocevia e i punti di contatto dove le diverse figure in campo si organizzano per fare la festa ai produttori e agli operatori onesti del Mercato stesso.Rimangono ancora sostanzialmente in ombra le storiche Ordinanze sindacali che regolano ancora ( in quanto non sono state mai revocate) il meccanismo di formazione dei prezzi all’interno del Mercato. Tali Ordinanze, due o tre, sono fondate sulla netta distinzione operativa e fattuale dei ruoli professionali dei soggetti attivi, sono centrali nella vicenda dei mercati alla produzione , ma non sono state tuttavia inserite nel Regolamento approvato dalle maggioranze nere degli ultimi anni, Regolamento di mera facciata, propagandistico, che in realtà è servito per consentire lo splafonamento violento delle regole commerciali, anche attraverso l’uso ormai totalmente improprio della “doppia fatturazione.”
C’è da rilevare anche che i Commissari lo hanno dovuto modificare in alcune parti palesemente contraddittorie.
Tutti sanno che un tale regolamento era stato concordato in campagna elettorale, è stato parte integrante del legame improprio, di tipo pattizio, che si stabilì tra parti politiche per approvare un certo tipo di regolamentazione.
La linea concordata fu quella da un lato di lasciare correre tutto, di negare l’esistenza di problemi, sino alla negazione stupefacente che ci fossero problemi di legalità e di trasparenza, e dall’altro di impegnarsi in una stucchevole quanto inutile manfrina sul nuovo regolamento , che ha cancellato l’identità del Mercato Vittoriese come mercato specializzato e alla produzione,
proprio per rendere indecifrabili le forme dei contratti di vendita e di banalizzare i problemi seri e reali della commercializzazione .
Tanto e’ vero infatti che hanno totalmente eluso nel mastodontico Regolamento, il richiamo delle Ordinanze storiche sui temi sensibili della legalità commerciale, in linea con quanto
avevano sempre detto e scritto: che non c’erano problemi sostanziali al mercato e nessuna criticità connessa alla trasparente formazione dei prezzi e alla pratica deviante della “doppia fatturazione”.
I problemi a nostro avviso ci sono. Ma vanno risolti non solo controllando chi entra e chi esce. Che è importante. Ma garantendo la trasparenza commerciale nei Mercati e nel territorio, che e’ di tipo relazionale.
La certificazione antimafia se deve esserci va estesa all’intero sistema e non a un solo punto: Vittoria: in tal caso basterebbe cambiare mercato e tutto sarebbe a posto? Ecco perchè la cosa va ragionata e valutata.
E rapportata al carattere relazionale dei mercati tutti e della filiera, che ha mille svincoli e può tranquillamente fregarsene della inagibilità commerciale del nostro territorio.
Ma è questo l’obiettivo?
Francesco Aiello
6/11/2019

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