Vittoria. Scuola intitolata a don Pino Puglisi e a don Peppino Diana

Vittoria, 5 giugno 2015 – Questa mattina, nell’ambito del Concorso “Chiamami ancora amore”, lanciato da Avviso Pubblico (“Regioni ed enti locali per la formazione civile contro le mafie”) nelle Scuole del Sud, la sala multimediale della paritaria “Sacro Cuore” di Vittoria (RG) è stata intitolata a don Pino Puglisi e a don Peppino Diana.
La cerimonia, animata dagli alunni di tutte le classi della Scuola, si è tenuta nella chiesa dell’Istituto, presenti, tra gli altri, il Sindaco dei ragazzi della Città, Andrea Sapienza, i docenti e familiari dei giovanissimi studenti, e rappresentanti del mondo ecclesiale e dell’associazionismo cittadino.
Dopo i saluti della responsabile della Scuola, Sr. Raffaella D’Angelo, gli studenti hanno ricostruito, attraverso varie tecniche espressive, i tratti principali della vicenda dei due sacerdoti e, in particolare, il senso che attribuivano all’impegno per la giustizia sociale e la legalità, che li condusse al martirio.
Il profilo di don Pino Puglisi è stato delineato anche dal presidente del Centro di ascolto “Padre Nostro” di Brancaccio, Maurizio Artale, che si è soffermato, in particolare, sull’attenzione di don Pino nei confronti dei bambini e degli adolescenti, sulla sua determinazione nell’annunciare il Vangelo in un contesto, quello di Brancaccio, dominato dal clan mafioso dei Graviano, e dal sorriso sereno con cui, il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno, affrontò il suo assassino (“Me l’aspettavo”), che disse in seguito di esserne rimasto per sempre impressionato.
Di don Peppino, assassinato il 19 marzo 1994, ha parlato don Rino Farruggio, che lo conobbe prima da giovane seminarista a Napoli e poi da assistente della FUCI, e il fratello, Emilio Diana: “Mio fratello amava la sua gente quanto Cristo e il suo Vangelo, e per amore del suo popolo rifiutò di tacere”, queste alcune delle sue parole, precedute dalla immagini del memorabile 21 marzo 2014, quando, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno promossa da Libera e Avviso Pubblico, papa Francesco indossò, di fronte a centinaia di familiari delle vittime innocenti delle mafie, la stola di don Peppino, donatagli proprio da Emilio.
Di un “ricordo che deve tradursi in impegno” ha parlato, in conclusione, il Vicepresidente di Avviso Pubblico, Piero Gurrieri: “L’intitolazione di una biblioteca o di un’aula a una vittima innocente delle mafie non è solo un modo per esprimere riconoscenza a coloro che hanno pagato il prezzo più alto alla propria coerenza e per questo non sono più tra noi, non è solo un modo per esprimere vicinanza ai loro familiari, segnati dal dolore. Queste iniziative aiutano a ribadire, partendo dalle scuole, luoghi di cultura, le ragioni di un impegno prima di tutto culturale, per impedire alle mafie di continuare ad avvelenare i pozzi della conoscenza che si oppone alle logiche di ignoranza, sopraffazione e ricatto, che condannano a morte le città e che generano isolamento, rassegnazione e povertà”. ”
“Chiamami ancora Amore. Un altro mondo è possibile”, vedrà domani, 6 giugno, un’altra tappa all”I.C. “San Biagio” di Vittoria, il cui auditorium sarà dedicato alla giovanissima Gelsomina Verde, che sarà ricordata anche dal fratello Francesco.

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