BUONA SCUOLA ?

Vittoria 30/10/2017
VI RACCONTO LA BUONA SCUOLA di – franca privitelli –
Da 10 anni a questa parte , la classe politica di destra e sinistra ha fatto scempio della Scuola pubblica italiana, e con una riforma dietro l’altra, senza alcuna finalità pedagogica, se non dettate da tagli della spesa pubblica. La scarsa lungimiranza dei nostri politici sull’importanza del ruolo che assume il sistema formativo nel creare quel capitale umano ,fatto di cervelli che sono il motore della ricerca , della tecnologia che concorrono alla crescita economica del Paese , e gli scarsi investimenti nella ricerca, hanno determinato non solo la fuga dei migliori cervelli all’estero, ma anche la retrocessione del nostro Paese, nella graduatoria mondiale dei paesi in via di sviluppo e di crescita economica .Dal 2008 in poi, con la famosa riforma Gelmini che ha tagliato discipline e organico docenti, colpendo duramente soprattutto il segmento della scuola Primaria, sono scomparse le specialiste di lingua inglese e il team docente del “modulo” di 3/4 insegnanti per classe , periodo in cui le indagini dei paesi OCSE avevano definito la scuola primaria italiana, tra i migliori sistemi formativi europei; in compenso la riforma ci ha regalato il ripristino del grembiulino, di nostalgica memoria e il tanto decantato ”maestro unico; peccato però che ormai nell’era dei nativi digitali, del multitasking e delle intelligenze multiple, l’introduzione del maestro unico, stride fortemente con le molteplici competenze che ci richiede l’Europa, e a quelle già richieste dalle indicazioni nazionali.Ma proprio perché in Italia non ci facciamo mancare nulla , nel 2015 arriva anche “LA BUONA SCUOLA” di Renzi che da buon rottamatore, oltre a rottamare la vecchia classe politica, continua la sua opera di distruzione con quel po’ che di buono era rimasto nella nostra Scuola Pubblica. La Buona Scuola è il nome paradossale di una serie di piccole riforme , con le quali Renzi ha un duplice scopo: il primo,evitare di pagare un’ingente sanzione europea ( per mancata assunzione dei docenti dopo tre anni di servizio ininterrotto , poichè è opportuno che si sappia che il Governo italiano recepisce solo le direttive europee che gli fanno comodo) e il secondo, quello di ingraziarsi i consensi dei docenti neoassunti , attraverso un piano straordinario di assunzioni . Purtroppo per lui , il piano non ha funzionato , colpa di un papocchio dei criteri di assunzioni e di un algoritmo mal calcolato che ha spedito centinaia di docenti lontani chilometri dalle loro famiglie. Ma oltre alle 100.000 assunzioni, la buona scuola prevede:
-un ‘offerta formativa più ricca e flessibile per gli studenti;
-investimenti ad hoc per laboratori e digitale;
-risorse stabili per la formazione e la valorizzazione dei docenti.
Per realizzare quanto previsto dalla riforma, la legge mette al centro “L’AUTONOMIA SCOLASTICA” , dando strumenti finanziari e operativi ai dirigenti e prevede , per ogni Scuola l’ assegnazione di un numero di docenti in più ,come potenziamento , il cosiddetto “organico di potenziamento”; peccato però che non tutti gli ordini di scuola ne potranno usufruire, per esempio la scuola dell’infanzia viene tagliata fuori, per cui , diventa la figlia di un dio minore. Negli altri ordini di scuola si assiste invece a due tipologie di docenti, una di serie A e una di serie B, che si distinguono tra curriculari e di potenziamento; oggi vi diranno che ormai tutti fanno parte dell ‘organico dell’autonomia, ma fidatevi , la gerarchia a scuola è dura a morire. Ma procediamo ad analizzare in ordine i punti salienti di questa riforma:
“INVESTIMENTI LABORATORI E DIGITALE”. Cosa dire, chi insegna in un plesso decentrato dove non solo da due anni non c’è una linea telefonica attiva per le chiamate in uscita, e quindi anche la comunicazione con gli uffici di segreteria , presidenza e genitori , sono a carico dei cellulari personali, e il digitale, nonostante la dematerializzazione sia obbligatoria per legge , è completamente inesistente , poiché non si dispone di alcuna linea ADSL. Renzi direbbe che questo non è di competenza del MIUR o del Governo, ma credo che un governo dovrebbe vigilare, dialogare e intervenire affinchè ciò che è di competenza degli enti locali dovrebbe essere portato a compimento, quando questo significa garantire un servizio pubblico..
“ RISORSE PER LA FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DEI DOCENTI”
Per quanto riguarda la categoria, ringraziaq Renzi solo per il Bonus dei 500 euro , considerato il misero stipendio, tale bonus ha permesso di comprare un PC, una stampante, dei software, o un tablet, strumenti ormai indispensabili per la professione di docente. Per quanto invece riguarda le ore di formazione professionale, presso enti accreditati, questa lascia il tempo che trova,essendo una formazione esigua e non sempre organica alle conoscenze pregresse. La vera riforma sarebbe stata quella di consentire ai docenti che lo chiedessero e attraverso test di selezioni, di poter conseguire i titoli abilitanti come docenti di sostegno, in modalità gratuita, convertendo i perdenti posto o accrescendo la formazione, ed inoltre sarebbe stata una vera riforma culturale e pedagogica, la riqualificazione di tutto il personale docente , attraverso il conseguimento della laurea triennale in scienze della formazione ,ormai unico titolo di accesso per l’insegnamento , consentendo tale opportunità, per gruppi e attraverso graduatorie interne per titoli ed esami. Del famoso BONUS DI MERITO da assegnare ai docenti che si sono distinti per il loro merito, durante l’anno scolastico, meglio non parlarne.
“UN’ OFFERTA PIU RICCA E FLESSIBILE PER GLI STUDENTI”.
La nuova offerta formativa si chiama PTOF ( letteralmente Piano triennale offerta formativa ) solo leggendo la sigla, il suono onomatopeico è di per se’ tautologico, dove progetti e progettini assorbono più tempo di quanto se ne dovrebbe dedicare alla necessaria didattica in classe, dove la burocrazia è sempre maggiore, e dove anche l’introduzione del cosiddetto RAV (rapporto di autovalutazione) condiziona ed esaspera a volte anche la sua elaborazione ,ed infine altro motivo per cui i docenti fanno a rissa per accaparrarsi un progetto extracurricolare. Progetti extracurricolari che spesso non offrono una libertà docente, in termini di creatività e di libertà di scelte degli argomenti , in quanto devono avere contenuti e modalità operative, condizionate da scelte collegiali e non sempre dettate da esigenze pedagogiche rispondenti alle reali necessità dell’utenza. Insomma una Scuola dove l’autonomia la fa da padrona e risponde a criteri di autoreferenzialità locale . Ma torniamo alle necessità degli studenti , che devono avere la centralità nel processo educativo, ma a volte tra la troppa burocrazia e le varie linee guida da seguire, perdiamo di vista anche il vero soggetto di interesse e titolare di diritti, diritti che vengono garantiti da una Scuola fatta sempre più di sigle e di acronimi. Il riferimento è soprattutto a quegli studenti che hanno bisogno di aiuti speciali, di quegli alunni che presentano difficoltà cognitive,motorie e psichiche ma che sottoposti a screening medico, non rientrano in quel range di valutazione tale, da essere certificati con L.104/92, e pertanto non possono usufruire dell’insegnante di sostegno. E qui il governo si è superato, con una legge , L.170/2010 e la direttiva del 27/12/2012 ha dato vita a una serie di sigle : BES,DSA,PDP,GLI,PAI a cui ne seguono tante altre , ma per non annoiarvi, diremo semplicemente che i bes sono i bambini con bisogni speciali e i dsa sono quei bambini certificati che hanno difficoltà di apprendimento. Per questi studenti, non sono previste figure specialistiche, ma i docenti comuni , senza alcuna preparazione specifica, devono farsi carico di predisporre dei PDP ( piano didattico personalizzato)dove predisporre degli obiettivi formativi comuni alla classe, ma con percorsi differenziati e con strumenti compensativi e dispensativi. Chi insegna da 20 anni , può certamente testimoniare, per esperienza, che questi dispositivi non sono sufficienti a compensare le reali necessità di questi alunni e che a nulla valgono , se all’interno delle Scuole non sono previste figure specializzate , se poi si aggiunge che nelle scuole pubbliche il servizio di equipe socio-psico-pedagogico è assente da diversi anni , per mancanza di fondi fa parte degli enti locali, allora il quadro si completa. Benvenuti nella Buona Scuola!

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