14 Aprile 2021

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Caltanissetta. Quattro arresti per tentato omicidio e porto e detenzione di armi da fuoco

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CALTANISSETTA, 8 maggio 2015 – Quattro persone arrestate, fra loro un nonno con il proprio nipote e due fratelli, entrambi pastori e tre segnalati, per un tentato omicidio verificatosi a Gela la sera del 7 agosto dello scorso anno. Una vera e propria faida familiare,  sfociata in una vendetta a colpi di arma da fuoco. Alla base ci sarebbe probabilmente un banale diverbio fra alcuni giovani di Gela. In cella, nell’ambito dell’operazione denominata “Revenge” sono finiti i fratelli Massimiliano e Stefano Trubia, rispettivamente di 21 e 20 anni, mentre arresti domiciliari per il loro antagonista, Francesco Carfì, di 22 anni, disoccupato, e il nonno materno di quest’ultimo, Rocco Cinardi, che lo ha spalleggiato nella vendetta, fornendo il proprio fucile da caccia legalmente detenuto.

Secondo le indagini della polizia, lo scontro iniziale tra i fratelli Trubia e Francesco Carfì (che ebbe la peggio) avvenne la sera del 7 agosto dello scorso anno, nel “Parco della Legalità”, nel quartiere Settefarine. Carfì, tornato a casa, organizzò una spedizione punitiva spalleggiato dal patrigno, di 44 anni, dal fratello, 17enne, da un cugino, di 16 anni, e dal nonno, Rocco Cinardi, che, uscendo di casa, sparò un colpo del suo fucile per controllare che funzionasse. Fu l’anziano a consegnargli l’arma per sparare ai Trubia quando li incrociarono nella zona del parco. Ma i colpi non andarono a segno e il quintetto fuggì in macchina. I due pastori, a loro volta, reagirono e, armati di pistola e fucile, si recarono in casa di Carfì, in via Giusti, dove trovarono il patrigno davanti alla porta. Stefano Trubia sparò un colpo di fucile, che sfiorò la vittima, mentre la pistola di Massimiliano si inceppò. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Gela, su richiesta della Procura della Repubblica. Per tutti l’accusa, a vario titolo, è di tentato omicidio in concorso, detenzione di armi e munizioni e minacce.

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