11 Gennaio 2021

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Catania. Ancora guai giudiziari per la famiglia Donzelli di Vittoria.

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Catania. 07/12/2020
La DIA di Catania oggi ha posto sotto sequestro beni per circa 2 milioni di euro, ritenuti riconducibili a Raffaele Donzelli, imprenditore vittoriese figlio di Giovanni Donzelli. Entrambi da tempo sono sotto i riflettori della Direzione Investigativa Antimafia, infatti, nello scorso mese di maggio Raffaele Donzelli era stato tratto in arresto per bancarotta fraudolenta in concorso con elementi dell sua famiglia. I donzelli, che si occupano del recupero e della trasformazione di materiale plastico, fino al punto di essere definiti “re della plastica”, sarebbero legati al clan Carbonaro-Dominante, così come stabilito da una ordinanza cautelare in carcere dell’ottobre dell’anno scorso e confermata dal Tribunale del riesame successivamente. Il provvedimento di oggi è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale su proposta del procuratore di Catania e del direttore della Dia.
A gennaio di quest’anno una misura ablativa nei confronti di Giovanni Donzelli, accusato di (si legge nell’ordinanza) avere avuto “rapporti con l’associazione di stampo mafioso riferibile alla Stidda, offrendo rifugi e covi a latitanti e mettendo a disposizione la propria casa per le riunioni tra gli esponenti dell’organizzazione mafiosa vittoriese e quelli appartenenti ad altri clan”.

E’ ritenuto legato al clan Dominante-Carbonaro, come sostenuto in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere dell’ottobre 2019 confermata dal Tribunale del riesame un mese più tardi. Da ciò era scaturita, nel gennaio 2020, una misura ablativa nei confronti del padre, Giovanni Donzelli, accusato di avere avuto “rapporti con l’associazione di stampo mafioso riferibile alla Stidda, offrendo rifugi e covi a latitanti e mettendo a disposizione la propria casa per le riunioni tra gli esponenti dell’organizzazione mafiosa vittoriese e quelli appartenenti ad altri clan”.

Per la Dda “l’associazione mafiosa avrebbe reimpiegato proventi illeciti in attività imprenditoriali riferibili a Raffaele Donzelli” e avrebbe aiutato le aziende “a sbaragliare la concorrenza servendosi di metodi criminali come l’intimidazione sistematica”. Tra i beni sequestrati dalla Dia ci sono anche due aziende operanti nel settore dell’abbigliamento, due autovetture, un motociclo, conti correnti e disponibilità bancarie

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