CROLLO DEI PREZZI IN AGRICOLTURA

I prezzi di tutti i prodotti orticoli sono ai minimi storici, consumi e domanda interna fermi, importazioni dall’estero senza controlli. Un disastro senza precedenti nella storia della serricoltura della fascia trasformata.  Il sud est della Sicilia rischia di affondare. Non solo la serricoltura – travolta dai debiti e da un’annata agraria disastrosa – ma l’intero indotto, a cascata, rischia di essere travolto. I prezzi degli ortaggi, nonostante il freddo delle settimane scorse, sono al di sotto dei costi di produzione e i serricoltori, oramai esasperati, sono pronti a forme di protesta anche eclatanti. La presenza massiccia di produzioni di ortaggi nei paesi del nord Africa, a prezzi decisamente inferiori, ha distrutto il mercato dell’occidente industrializzato che continua importare ortaggi e primizie dall’Africa.
“La  situazione è fuori controllo – spiega Salvo Di Marco, uno dei produttori di Santa Croce Camerina –gli agricoltori, con i prezzi così bassi, non riescono più a coprire i costi di produzione, anche le grandi realtà che conferiscono nella grande distribuzione sono al collasso. Si attendono segnali concreti iniziando da una grande moratoria sui debiti agricoli, i controlli rigidi alle dogane e l’applicazione, in maniera tassativa, delle norme di salvaguardia per tutelare le produzioni locali e il vero made in Italy”. Il comitato anticrisi continua la fase di mobilitazione chiamando a raccolta il territorio del sud est della Sicilia. “Nei prossimi giorni –aggiunge Angelo Giacchi, componente del comitato – saranno comunicate nuove iniziative di mobilitazione. A Vittoria, la scorsa settimana, sono stati chiamati a raccolta centinaia di produttori di tutta la fascia trasformata”.

Marcello Digrandi

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