Acate. Cane randagio aggredisce cagnolino e padrona.

Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 30 gennaio 2020.- Ancora un pericoloso episodio di aggressione da parte di un cane randagio, uno dei tanti che purtroppo si aggirano per Acate. Non si vuole minimamente criminalizzare le povere bestie, già di per se sfortunate per non avere (o purtroppo aver avuto in passato), un padrone, una casa e principalmente l’affetto di cui necessiterebbero. L’unico a battersi disperatamente per una loro sistemazione decente e per gli interventi veterinari necessari, in modo particolare per i cani femmina, è l’ambientalista Riccardo Zingaro, ma a quanto sembra le sue parole, le sue battaglie ed il suo impegno personale fino ad ora non hanno sortito nessun effetto, nonostante le numerose promesse, solo verbali. Amaro il suo sfogo, naturalmente, alla luce dell’ultimo episodio, purtroppo da tempo già annunciato. “Lo scorso anno- ha infatti dichiarato in una breve nota- avevo già protocollato i probabili rischi e le eventuali soluzioni concrete finalizzati ad una situazione critica relativa proprio al randagismo, frutto della mancata programmazione di tutte le amministrazioni (passate/presenti). Presenterò nuovamente le mie proposte che la Legge impone ai Comuni, nella speranza che venga garantita l’incolumità di persone ed animali in una reciproca convivenza”. Ma veniamo al fatto increscioso. Una giovane donna mentre passeggiava con il suo cagnolino, verso le 20,30 nella centralissima Piazza Libertà è stata aggredita da un randagio di grossa taglia, sembrerebbe un incrocio di Pitbull. Istintivamente il proprio cagnolino ha cercato di difenderla e per tutta risposta si è preso un bel numero di morsi, unitamente alla sua padrona. Per fortuna l’aggressione non ha avuto conseguenze drammatiche ne per il cagnolino ne per la ragazza in quanto il grosso randagio è stato messo in fuga da alcune persone presenti ma se il fattaccio fosse accaduto in un posto isolato oggi purtroppo saremmo stati costretti a raccontare una cronaca più grave. Ma sentiamo la descrizione dei fatti ed il conseguente amaro sfogo, direttamente dall’aggredita, F. A.: “Devo ringraziare qualche amico che si è prodigato per aiutarmi in quegli attimi di panico percepiti come interminabili e grazie ai quali l’esito del fatto non ha avuto conseguenze più drammatiche. Le persone che alle 20,30 di un sabato sera stavano in Piazza Libertà, nell’area pedonale con le famiglie, i bambini, i ragazzini, le madri, sono rimaste impressionate e inermi per quello a cui stavano assistendo. Un fatto simile non dovrebbe ripetersi mai più! Non è un problema che riguarda solo me, ma tutto il paese. Non si può aver paura di camminare per strada (per qualche metro..) correndo il rischio di essere assaliti da un randagio di grossa taglia. Tutto tace. Nessun intervento, nessuna presenza, nessuna scusa, nessun interessamento da parte delle Istituzioni preposte a garantire la sicurezza dei cittadini. Ormai non possiamo aspettarci proprio un bel niente. Servirà a qualcosa parlare di questa esperienza traumatica e paurosa ?  Su simili incidenti penso si dovrebbe riflettere e adottare con urgenza tutte le misure necessarie affinché non capiti più a nessuno. Questi fatti bisogna renderli noti, la gente si deve indignare, spaventare, reagire, altrimenti non cambierà mai niente. Dove sono i responsabili ? Che fanno ?  Io non potrò mai dimenticare, né tanto meno il mio cane Luciano, che ha 11anni, essendo stato attaccato e ferito, nonostante io abbia provato a difenderlo, ha subito un forte shock tanto da essere bloccato nelle sue normali funzioni. Sono veramente delusa e amareggiata da questa situazione, dall’indifferenza di chi dovrebbe aver a cuore la tranquillità ed il benessere (minimo) dei cittadini e aspetta invece che silenziosamente passi tutto nel dimenticatoio”. Servirà a qualcosa questo incidente? Questo amaro sfogo della giovane donna? Siamo sicuri che il buon Riccardo, “Cuor di leone”, dopo questo incidente sarà ancora più battagliero ma il problema non è solo suo, è di tutti e quindi necessiterebbe la sensibilizzazione e la mobilitazione, di tutti.

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