Accoltella coetaneo fuori dalla discoteca. Arrestato per tentato omicidio

TORINO – Nelle prime ore della giornata di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto per tentato omicidio un cittadino albanese di 23 anni avendo quest’ultimo accoltellato un cittadino italiano di 21 anni all’esterno di una discoteca cittadina in C.so Massimo d’Azeglio. Intorno alle 4.30 la vittima e un suo amico, all’uscita dal locale, sono stati avvicinati dal giovane cittadino straniero, il quale ha chiesto ai due una sigaretta. A seguito del rifiuto, è nata una lite: prima una discussione animata tra le persone coinvolte e successivamente un corpo a corpo tra la vittima e l’autore del reato. In questo frangente, il cittadino albanese ha estratto un coltello a serramanico colpendo alla schiena la vittima che, alla vista dell’arma, si stava allontanando dal suo aggressore. Poco dopo essere stato ferito, il giovane si è accasciato per terra mentre l’autore del gesto si è dato alla fuga. Un cittadino marocchino presente sul posto ha contattato il 113 fornendo la descrizione del reo e indicando la sua direzione di fuga. Il cittadino marocchino ha seguito per un tratto a bordo della sua bicicletta il fuggitivo, rimanendo in contatto con la sala radio della Polizia di Stato. Le pattuglie inviate sul posto si sono immediatamente messe alla ricerca dell’aggressore, perlustrando l’intera zona e operando una manovra di accerchiamento dell’area interessata per prevenire la fuga dell’uomo. Una delle volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale ha individuato in via Nizza, nei pressi della stazione Porta Nuova, un giovane, proveniente da via Galliari, simile alla descrizione diramata. Dopo essere stato fermato, nel corso della perquisizione personale il giovane fuggitivo è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di 19 cm occultato negli indumenti intimi. Al momento del rinvenimento, l’arma presentava sulla sua superficie tracce di una sostanza di colore rossastro. Macchie dello stesso colore erano presenti sui pantaloni e sulle mani del fermato. Durante il fermo è giunto sul luogo anche il cittadino marocchino che poco prima aveva contattato il 113 riconoscendo nel cittadino albanese l’uomo al cui seguito si era posto poco prima.

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