Ancona. Sequestro di 123.860 articoli contraffatti provenienti dalla Bulgaria

Ancona, 24 dicembre 2015 – Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ancona, in collaborazione con i funzionari della locale Agenzia delle Dogane, – nell’ambito dell’intensificazione dei controlli in ambito portuale disposti dal Ministero dell’Interno, – il 20 dicembre 2015, all’interno degli spazi doganali del porto di Ancona, hanno proceduto al controllo di autoarticolato con targa bulgara appena sbarcato da una motonave proveniente dalla Grecia e destinato in Spagna, condotto da un cittadino bulgaro.
Gli operanti nel corso dell’esame dei colli trasportati individuavano, all’interno di alcuni di essi, articoli riproducenti marchi contraffatti.
Pertanto procedevano allo scarico di tutto il carico contenuto nel rimorchio rinvenendo: giocattoli privi del marchio CE, sciarpe, cappelli, cinture e portafogli riportanti l’effige di note griffe (Gucci, Luis Vitton, Burberry, Chanel, Adidas, ecc).
In considerazione, della scarsa qualità dei prodotti, del confezionamento, delle anomale modalità di trasporto nonché dell’inadeguato valore commerciale dichiarato in fattura, con l’avallo dei periti delle case produttrici, procedevano al sequestro della merce individuata come contraffatta nel corso del controllo.
A seguito dell’ ispezione del rimorchio, venivano conteggiati nr. 480 colli contenenti nr. 123.860 articoli contraffatti che immessi nel mercato avrebbero procurato un indebito introito stimato dall’ente doganale in 4.407.000.00 euro circa.
Sono in corso indagini per identificare sia il mittente che il destinatario della merce, essendo stata appurata l’estraneità ai fatti del vettore, risultato, non al corrente del tipo e della qualità dei prodotti contenuta nei colli trasportati.
L’attività illustrata testimonia l’efficacia del dispositivo di contrasto approntato dalla Guardia di Finanza nell’ambito del porto dorico, con il quale il Corpo contribuisce quotidianamente a contrastare le distorsioni del sistema economico, a tutelare la filiera produttiva nazionale, dei commercianti onesti danneggiati da una concorrenza sleale nonchè del cittadino consumatore finale, che vede così garantito il suo diritto all’acquisto di merce “sicura”.

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