Ancora stalking a Ragusa, arrestato comisano

Ragusa, martedì 7 ottobre 2014. Ancora stalking a Ragusa. Ancora, nel 2014, c’è tra la progredita e civile stirpe italica chi perseguita follemente il/la proprio/a ex compagno/a impedendo una normale e serena vita personale e familiare.

Questa volta a finire in manette una vecchia conoscenza dell’Arma iblea, già arrestato nel settembre 2012 dai CC di Comiso per detenzione/spaccio di cocaina e pochi giorni dopo riarrestato dal nucleo investigativo provinciale carabinieri nell’ambito dell’operazione “Chimera 2” per estorsione e armi, un 39enne comisano, N.D.

L’uomo, del quale non vengono rilasciati nome e cognome e/o foto per rispetto dei figli piccoli nati dal matrimonio della vittima con l’arrestato, era già stato denunciato lo scorso giugno, sempre dai militari di Ragusa Ibla, a piede libero, ma con l’applicazione della misura cautelare del divieto d’avvicinamento alla vittima. Tale misura evidentemente non è stata sufficiente poiché i militari hanno scoperto che l’uomo ha continuato a tempestare la donna di telefonate per tutta l’estate e sembra addirittura – stanno indagando i carabinieri di Ibla – che si sia anche avvicinato alla donna ma che questa non avesse chiamato i militari.

Il giudice per le indagini preliminari, dott. Giovanni Giampiccolo, quindi, informato dai carabinieri di Ibla per tramite del Pubblico Ministero che dirige questa indagine, dott.ssa Monica Monego, ha deciso che la misura cautelare dovesse essere inasprita poiché quella in atto non era sufficiente ad arginare l’irruenza dell’indagato.

Emessa apposita ordinanza di custodia cautelare, è stato quindi compito dei Carabinieri di Ragusa Ibla, con l’aiuto di quelli di Comiso, rintracciarlo e arrestarlo. Ora è sottoposto agli arresti domiciliari in Comiso, così almeno – si spera – non dovrebbe salire per un certo periodo a Ragusa, sarebbe in caso contrario passibile di arresto quantomeno per evasione. Rimane il rischio dello stalking telefonico e/o telematico, ma tale comportamento gli riaprirebbe le porte del palazzo di contrada pendente poiché la violazione delle prescrizioni degli arresti domiciliari (il divieto di avere contatti con le persone estranee al domicilio) spingerebbe il giudice ad aggravare la misura in una maggiormente coercitiva, ovvero la custodia cautelare in carcere.

Magari la solitudine delle quattro mura domestiche lo farà meditare e gli farà capire quanto stupido e quanto inutile, nonché dannoso, sia continuare a molestare la ex moglie.

Print Friendly, PDF & Email