Antibracconaggio. Emergenza Adorno: Arresto in flagranza di reato nel reggino per detenzione di arma clandestina

Il Nucleo Operativo Antibracconaggio della Forestale sulla costa tirrenica del reggino tutela i falchi pecchiaioli durante la loro imponente migrazione. Nei giorni scorsi denunciate 11 persone per omessa custodia e porto abusivo di armi, utilizzo di richiami elettromagnetici e attività venatorie effettuate in periodo di chiusura generale

Roma, 18 maggio 2015 – Il personale del Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) del Corpo forestale dello Stato, nei giorni scorsi, ha colto in flagrante e arrestato un uomo nel reggino, mentre imbracciava un fucile a matricola abrasa. Dovrà rispondere dei reati di ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e minaccia aggravata proprio per aver puntato il fucile contro i Forestali.
L’uomo tratto in arresto è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di competenza per il giudizio di convalida della misura precautelare.  Sono ancora in corso le attività di ricerca di altre due persone, presumibilmente coinvolte nella vicenda che, alla vista dei Forestali, si sono date alla fuga. È soltanto uno degli episodi che ha coinvolto il personale del Nucleo Operativo Antibracconaggio sempre in prima linea nelle attività di prevenzione e contrasto delle illegalità in ambito venatorio.
La Forestale come ogni anno, monitora i territori della costa tirrenica reggina, in particolare quelli che vanno dall’estrema periferia sud del comune di Reggio Calabria, fino a lambire i comuni di Bagnara Calabra e Palmi. Tutto ciò al fine di consentire la migrazione del falco pecchiaiolo occidentale (Pernis Apivorus), detto localmente “Adorno”, un rapace migratore che trascorre l’inverno a sud del Sahara e giunge nel periodo primaverile in Europa per la nidificazione. Si stima che siano circa 40mila i pecchiaioli che passano da Capo Bon e attraverso lo Stretto di Messina giungono, dopo un lungo viaggio, in Calabria sulla sponda reggina.
Rispetto agli ultimi anni, in cui il fenomeno del bracconaggio sembrava aver registrato un drastico calo, si è verificato quest’anno un sensibile aumento degli illeciti in ambito venatorio e in materia di armi.
Lo scorso fine settimana il personale del Nucleo Operativo Antibracconaggio ha denunciato nel messinese 11 persone (tra cui un minorenne) per porto abusivo di arma, omessa custodia, uso di richiamo elettromagnetico non consentito, attività venatoria effettuata in periodo di chiusura generale. Le undici persone sono state sorprese all’interno  di  un’azienda che svolge l’attività di addestramento dei cani da caccia e di abbattimento della selvaggina da allevamento. Dopo alcune ore di monitoraggio del territorio, anche grazie al supporto informativo dei volontari del Committee Against Bird Slaughter (CABS) e dell’ Ente Produttori Selvaggina (EPS)  i Forestali sono entrati in azione alle prime luci dell’alba bloccando le attività illecite.
Sempre nel messinese in questi giorni il personale del NOA, congiuntamente ai Forestali appartenenti alla Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura di Messina (dipendente dal Comando Regionale di Reggio Calabria del Corpo forestale dello Stato), ha segnalato all’Autorità Giudiziaria tre persone per furto aggravato in danno del patrimonio indisponibile dello Stato, poiché erano stati sorpresi in un mercato rionale della città con 19 cardellini esposti alla vendita. I volatili, giudicati in buone condizioni, sono stati immediatamente liberati restituendoli al loro habitat.
Le operazioni suddette contribuiscono anche a contrastare il fenomeno, assai diffuso nel reggino, dell’uso di armi rubate da parte di cacciatori che alimentano in tal modo un mercato clandestino e le illegalità che lo caratterizzano.

Print Friendly, PDF & Email