Arrestati 2 soggetti affiliati al clan dei casalesi

CASERTA – Prosegue l’incessante attività di contrasto al clan dei casalesi da parte della Polizia di Stato, in particolare nella giornata di ieri personale della locale Squadra Mobile ha eseguito numerose perquisizioni domiciliari in Casal di Principe, roccaforte del cd. Clan dei Casalesi. Nell’ambito di tali operazioni, dirette al contrasto dell’illecite attività del clan, sono stati tratti in arresto due soggetti per reati in materia di armi. Il primo M.L., di anni 26, nullafacente è stato trovato in possesso di una pistola semiautomatica da guerra, di fabbricazione russa, clandestina, marca Viking cal. 9×19 e di nr. 23 cartucce. L’arma e le cartucce sono state rinvenute all’interno del cassetto del comodino della propria camera da letto. La perquisizione è stata estesa anche nell’area antistante l’abitazione del soggetto ed a pochi metri è stata rinvenuta e sequestrata a carico di ignoti, una carabina di fabbricazione belga, marca Herstal, cal. 30.6, occultata in un tubo in pvc, risultata clandestina, completa di caricatore e 48 cartucce del medesimo calibro. Invece l’altro soggetto F.E., di anni 54, con numerosi precedenti per rapina, reati contro il patrimonio, armi, omicidio volontario, resistenza e violenza a p.u., occultava in una intercapedine del tetto di un bagno presso uno stabile abusivo risultante nella sua disponibilità, un fucile da caccia “a pompa” marca Franchi cal. 12, un fucile da caccia semiautomatico marca Beretta cal. 12, entrambi con matricola abrasa, nr. 25 cartucce cal. 12 e una borsa al cui interno venivano rinvenuti tre passamontagna. Le modalità di occultamento delle armi, le buone condizioni, poichè funzionanti e pronte all’uso, inducono a ritenere che fossero custodite per conto del clan dei casalesi. Nell’ambito del medesimo contesto operativo sono state poste sotto sequestro due borse contenenti alcune decine di carte di identità palesemente falsificate, poiché riportavano l’effige di una medesima persona ma con dati anagrafici diversi, nonché numerosi moduli relativi a pratiche dirette al conseguimento di indennità di disoccupazione e relative a pratiche assicurative di risarcimento danni. Sono in corso approfondimenti investigativi diretti ad accertare la disponibilità e destinazione del materiale sequestrato, verosimilmente utilizzato per la perpetrazione di truffe ad enti previdenziali ed assicurativi, ulteriore fonte di guadagno per le casse del clan. Al termine delle formalità di rito il F.E. veniva condotto presso la Casa Circondariale di S. Maria C.V., mentre il M.L. veniva sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in attesa di giudizio con rito direttissimo, entrambi a disposizione dell’A.G.

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