Arrestato albanese che tentava di raggiungere Londra partendo dall’aeroporto civile di Comiso

AEROPORTO COMISO – In questo periodo dove le segnalazioni di presunti o possibili attentatori muniti di documenti abilmente falsificati si susseguono, l’attenzione degli uomini della Polizia di Stato in servizio all’aeroporto di Comiso e con la specialità della Polizia di Frontiera è certamente decuplicata.
Soprattutto per i voli per alcune destinazioni europee che sono stati definiti “a rischio” i controlli sono stati resi ancora più capillari considerato che alcuni obiettivi sensibili, tra i quali rientra anche l’Inghilterra, potrebbero essere oggetto di attentati.
Proprio in virtù di ciò i controlli sono accurati anche per i cittadini “italiani” cosi come poteva apparire l’albanese arrestato ieri sera.
Alle ore 20.45, di ieri sera infatti, durante le operazioni di controllo documentale di frontiera, effettuato presso l’area terminal partenze dell’Aeroporto Pio La Torre di Comiso, mentre era in corso l’imbarco del volo RYANAIR FR 3074 delle ore 21.25 destinazione Londra si presentava un cittadino in possesso di carta d’identità italiana n. AR7055909, rilasciata dal Comune di Catania, in data 29.06.2011, riportante i dati di tale PUGLISI nato a Catania e ivi residente.
Nonostante il fatto che il documento non presentasse evidenti elementi che facevano dubitare sulla sua autenticità, il sedicente Puglisi veniva intervistato al fine di acquisire elementi circa la sua attività lavorativa o altro, ma l’uomo, come se non sentisse, non rispondeva. Rimaneva in silenzio, anche alle più semplici domande del tipo “dove risiede” o “come si chiama”.
Nonostante l’uomo avesse anche una prenotazione ed un biglietto aereo a nome di PUGLISI per il volo di andata e di ritorno, l’attenzione degli operatori della frontiera veniva posta sul documento di identità.
Sul documento di riconoscimento venivano quindi effettuati attenti controlli con la strumentazione in possesso alla Polizia Frontiera che permetteva l’ingrandimento con tre tipi diversi di lettura: visione reale; visione a raggi infrarossi; visione a raggi ultravioletti, da dove effettivamente i poliziotti riscontravano varie alterazioni tra le quali la sigla alfa numerica della carta AR7055909, che risultava cancellata e riprodotta ad arte.
L’uomo, al fine di non bloccare le normali operazioni di imbarco degli altri passeggeri, veniva invitato a recarsi nell’ufficio di Polizia.
Li anche con l’ausilio di una interprete albanese veniva identificato per DEMAJ Emiljan, nato a Malai (Albania) il 05.03.1992, ma nulla riferiva circa il possesso della carta d’identità.
Il predetto, dopo essere stato perquisito, veniva accompagnato in Commissariato di P.S. e affidato a personale della Polizia Scientifica del Posto di Segnalamento, per essere sottoposto a rilievi foto-segnaletici per identificazione. Nel corso della perquisizione, all’interno del borsello che deteneva, veniva rinvenuto un Codice Fiscale che controllato con l’apparecchiatura in dotazione e dalla visione a raggi ultravioletti rilevava la sua falsità.
DEMAJ Emiljan, riferiva di essere entrato in Italia venerdì scorso, giorno 08 e di essere arrivato a Brindisi li aveva procurato il documento falso.
DEMAJ Emiljan riferiva che il costo del documento ammontava a circa 1000,00 euro.
Durante la perquisizione nessun altro documento o atto che potesse rilevare la vera identità dell’uomo è stato rinvenuto.
Sono in corso accertamenti su un telefono IPHONE in possesso dell’uomo al fine di verificare eventuali contatti con ambienti estremisti.
Nel corso degli accertamenti, alle ore 23.45, perveniva il riscontro A.F.I.S. del foto-segnalamento, il cui esito risultava essere negativo e, pertanto l’albanese era da ritenersi clandestino nel territorio Italiano.
Al termine degli accertamenti, DEMAJ Emiljan, alle ore 21.30, veniva dichiarato in stato di arresto perché trovato in possesso di un documento falso valido per l’espatrio, reato punibile con la reclusione da due a cinque anni
Dell’avvenuto arresto è stato avvisato il P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Ragusa il quale disponeva che l’arrestato venisse condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa.

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