Arrestato un criminale polacco che aveva trovato rifugio a Ragusa fingendo di aver cambiato vita

Nel 2014, decine i cittadini europei arrestati dalla Polizia di Stato in provincia di Ragusa. Verranno estradati poiché responsabili di aver commesso nei loro paesi d’origine crimini particolarmente gravi

RAGUSA – La Polizia di Stato ha proceduto all’arresto di SYSKA Andrzej Stanislaw nato a Kunow (PL) il 30.11.1978 su richiesta dell’Autorità Giudiziaria polacca, poiché responsabile di diversi reati commessi in territorio straniero.

L’uomo unitamente a dei connazionali aveva commesso furti e rapine in casa e subito dopo si era allontanato dalla Polonia per sottrarsi alla cattura.

A seguito di indagini della Polizia polacca e della Polizia di Stato italiana tramite scambio informativo sulla posizione del soggetto in Italia, ieri si è proceduto alla individuazione e cattura di Syska.

Dopo aver effettuato degli accertamenti, Syska risultava essere impiegato presso un’azienda ragusana dove svolgeva saltuariamente attività lavorative.

L’uomo è stato dapprima monitorato dagli investigatori della Squadra Mobile e solo ieri, in occasione della giornata libera del fuggitivo, è stato catturato e condotto negli uffici della Polizia di Stato di Ragusa.

In considerazione della gravità dei fatti contestati, era indispensabile procedere all’identificazione certa del criminale che per questo motivo è stato sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici da parte della Polizia Scientifica e mediante una comparazione delle impronte digitali è stato possibile accertare l’esatta identità.

Al termine delle procedure di rito, l’uomo è stato arrestato e tradotto in carcere in attesa dell’estradizione che verrà concessa dalla Corte d’Appello di Catania mediante il Ministero della Giustizia in ottemperanza alle norme vigenti.

“La Polizia di Stato continua a monitorare i soggetti presenti sul territorio di competenza e mediante lo scambio informativo con l’Interpol procede alla cattura di criminali che dopo aver commesso reati nel proprio paese cercano rifugio in Italia per sottrarsi alla pena”.

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