Arrestato un palermitano di 35 anni residente a Ragusa

Ragusa, 23 ottobre 2015 – In ottemperanza all’ordinanza emessa dal tribunale di sorveglianza presso il distretto della corte di appello di Catania, ed in esecuzione al provvedimento dispositivo emesso dalla procura della repubblica presso il tribunale di Ragusa il personale della polizia di stato in servizio presso l’ufficio misure giudiziarie della divisione anticrimine della questura, nella giornata di ieri, ha proceduto ad eseguire la notifica del provvedimento che dispone la carcerazione, presso la casa circondariale di Ragusa, nei confronti di Scenna Enrico, nato a Palermo il 17.4.1980 ma da tempo residente a Ragusa in relazione alla residua pena detentiva con scadenza giugno 2016 per i reati di rapina e lesioni.
Senna, era già gravato da numerosissime condanne e precedenti di polizia per rapina, associazione a delinquere, porto abusivo di armi, lesioni personali, violazione delle norme sulle misure di prevenzione ed altro ed ha sempre dimostrato una costante perseveranza nelle condotte illecite.
In particolare si evidenzia come nel 2012 lo Scenna fu tratto in arresto, unitamente ad altri 4 soggetti residenti in provincia di Ragusa, da personale della squadra mobile della questura di Ragusa in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P del tribunale di Ragusa in quanto ritenuto compartecipe di una associazione dedita ad una pluralità di delitti contro il patrimonio.
Lo stesso, nel 2013, mentre si trovava agli arresti domiciliari veniva nuovamente tratto in arresto da personale della polizia di stato in servizio presso la sezione volanti della questura in quanto resosi responsabile di uno scippo nei confronti di due anziane
In atto agli arresti domiciliari in Ragusa (beneficiando della sospensione dell’ordine di carcerazione oggi revocato) lo Scenna aveva avanzato istanza di ammissione al beneficio dell’affidamento in prova al servizio sociale o in subordine della semilibertà o degli arresti domiciliari quale misura alternativa alla detenzione in carcere.
Il tribunale di sorveglianza di Catania, sulla base della informativa redatta dal personale della polizia di stato in servizio presso la divisione anticrimine, che ha evidenziato l’excursus criminale, la proclività a delinquere e la pericolosità sociale del soggetto ha rigettato l’istanza e disposto l’immediata esecuzione del provvedimento di carcerazione al fine di scontare la pena.

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