Arrestato un pedofilo di Comiso che lavora a Vittoria.

Vittoria. 27/04/2019
Agenti della polizia di Stato, della squadra mobile di Ragusa e del commissariato di Vittoria, hanno tratto in arresto un uomo di Comiso che per motivi di lavoro si sposta giornalmente a Vittoria, perché accusato di detenzione di materiale pedopornografico.
Gli agenti hanno trovato il materiale, un ingente quantitativo, mentre effettuavano una operazione di polizia in cui l’uomo non era implicato. Di seguito riportiamo il comunicato integrale, diffuso oggi dalla polizia agli organi di informazione. La notizia, di per se è di una gravità di enormi proporzioni, proprio perché riguarda bambini e bambine adolescenti, quindi poco importa la provenienza del pedofilo, ma intendiamo precisare che stavolta, la città di Vittoria, ultimamente alla ribalta della cronaca per fatti non qualificanti, non è direttamente interessata dal turpe e inqualificabile episodio. Tale precisazione, riteniamo sia utile e necessaria, in quanto la stragrande maggioranza di notizie diffuse oggi, parlano di “un ragioniere di Vittoria”. Abbiamo ricevuto decine di segnalazioni e riteniamo doveroso precisare.

Comunicato Ufficiale
Durante le serrate indagini condotte dagli investigatori della Polizia di Stato può accadere di tutto, ma a questo gli agenti non pensavano di sicuro e mai vorrebbero trovarsi di fronte certe immagini. La scorsa settimana gli uffici della Polizia di Stato di Ragusa hanno condotto diverse indagini, alcune inerenti gravi fatti reato, pertanto gli investigatori non hanno sottovalutato nulla scavando a fondo su ogni aspetto. Proprio durante l’escussione di uno dei potenziali testimoni, gli investigatori hanno avuto la sensazione che il soggetto stesse mentendo favorendo l’impunità dell’autore del reato. Convinto a collaborare perché avrebbe altrimenti risposto di un grave fatto reato, l’indagato si determinava a condurre i poliziotti nella sua casa di Comiso dove aveva nascosto dei supporti informatici contenenti delle importanti immagini di videosorveglianza. Proprio per la sua iniziale e totale reticenza (asseriva di trovarsi a casa con la moglie e non dove era stato consumato il fatto reato oggetto d’indagine) gli uomini della Squadra Mobile sono andati a fondo; durante la perquisizione hanno sequestrato un hard disk che il soggetto teneva in auto e prelevato le immagini che lui aveva occultato dell’impianto di videosorveglianza. Dall’immediata ispezione dei primi supporti sequestrati, gli agenti pensavano di poter trovare i video del fatto reato per cui si investigava e non di certo quelle immagini raccapriccianti. Dalla visione emergeva subito che il soggetto avesse una passione per i video pornografici disgustosi, dove venivano rappresentati non solo esseri umani; di certo non pensavano di scovare alcune cartelle dove l’arrestato aveva salvato numerose chat con bambine molto piccole. Il contenuto delle chat spingeva gli investigatori ad esplorare tutto l’hard disk, cartella per cartella, file per file. Al termine dell’ispezione sono stati rinvenuti quasi 1.000 files pedopornografici tra video e foto che l’indagato custodiva gelosamente. All’interno dell’hard disk numerose foto di famiglia con figli e nipoti segno che il supporto informatico fosse proprio dell’odierno arrestato, un insospettabile ragioniere in pensione. I poliziotti abituati a trattare ogni tipologia di reato, in questi casi non riescono facilmente a portare a termine il lavoro tanto che è stato necessario farli alternare, perché il lavoro è durato una notte intera. La successiva perquisizione domiciliare ha portato al sequestro di computer, telefoni ed altri supporti informatici che verranno ispezionati con i dovuti accorgimenti tecnici e le previste garanzie di legge. L’arrestato non appena scoperto non ha più profferito parola, asserendo solo che erano immagini risalenti a 4 anni prima, come se questo giustificasse la sua condotta delittuosa. Dopo le attività d’indagine e le prassi operative il soggetto è stato tratto in arresto e ieri il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato l’attività investigativa della Polizia di Stato. Adesso sarà cura dei poliziotti scovare all’interno del computer altri files riproducenti immagini pedopornografiche ma soprattutto bisognerà comprendere se parenti o soggetti vicini all’arrestato possono essere stati oggetto di attenzioni sessuali. Sarà cura degli agenti cercare anche di risalire all’identità delle bambine presenti nelle centinaia di immagini e chat che l’arrestato intratteneva con le prede. “La Polizia di Stato di Ragusa quando indaga su qualsivoglia fatto reato non tralascia nulla. In questa occasione, però, gli stessi uomini della Squadra Mobile sono rimasti senza parole rispetto alle centinaia di immagini e video pedopornofrafici rivenuti ad un soggetto insospettabile”.

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