Arrivederci Loris…

Lì, tra corone di fiori e peluche, deposte all’uscita della Chiesa, non poteva rimanere nell’indifferenza un cuore di mamma. Rose bianche e rosse, simbolo di purezza e amore, per ricordare il piccolo Loris.

Tanta la commozione tra la gente che affollava la piazza di Santa Croce Camerina. Un funerale privato, per volere della famiglia, ma che in realtà non ha fermato i tanti cittadini che hanno voluto porgere un ultimo saluto a questo piccolo angelo volato in cielo.

Tanta, troppa la commozione, le lacrime non si arrestano, il cuore in gola e l’emozione che travolge i presenti. Tra la gente si continua a ripetere perché, perché. E mentre la piccola bara bianca esce dal portone principale della Chiesa, gli applausi continuano, uno dopo l’altro; sostengono papà Davide, visibilmente provato e con lo sguardo perso nel vuoto. Palloncini bianchi e blu volano in alto portando con sé un messaggio di amore.

A porgergli l’ultimo saluto i suoi compagnetti di classe, le insegnanti, la dirigente scolastica, i ragazzi della scuola di Taekwondo.

Nel suo messaggio, Giovanna Campo, dirigente scolastica dell’Istituto Falcone – Borsellino esprime tutto l’affetto di un’intera comunità, non solo scolastica: ” Noi in questo momento – dice – vogliamo solo far sentire la nostra presenza sincera e calorosa, il nostro affetto e la vicinanza alla famiglia in lacrime e così sofferente. Noi ci siamo oggi e ci saremo domani e tutti i giorni a venire”.

“Non ti dimenticheremo mai, ricorderemo sempre il tuo sorriso, i tuoi grandi occhi castani così profondi e attenti. Ci mancherà la tua presenza, la tua semplicità, i tuoi interventi sempre precisi e mai fuori luogo e la tua voglia di impegnarti fino in fondo”. Così le insegnanti e i compagni di classe hanno salutato Loris.

Anche il Presidente della Regione, Rosario Crocetta , ha preso parte alle celebrazioni, insieme alle massime autorità civili, militari e religiose.
Nell’omelia le parole di S.E. Mons. Paolo Urso, Vescovo di Ragusa, risuonano all’interno della Chiesa e come un eco raggiungono la folla :”Un bambino non può morire perché un altro essere umano si è arrogato il diritto inesistente di togliergli la vita. Come si può uccidere un bambino? Solo un folle, un pericoloso folle, può compiere un tale gesto. Un folle che deve essere fermato”.

Non c’era Veronica oggi, ma il suo cuore di mamma si, ha accompagnato, anche se da lontano, il suo piccolo in questo ultimo viaggio terreno.
Da Mons. Urso, poi, un messaggio di speranza:” Davanti al corpo senza vita di Loris, noi proclamiamo la nostra fede e la nostra speranza. La nostra fede nel Dio che ci ama, la nostra speranza nella vita senza fine”.

Cuore di mamma, adesso da lassù abbi cura della tua famiglia e aiutali a superare l’immane tragedia che li ha colpiti e che, per quanto noi ci sforziamo, non saremo mai in grado di comprendere fino in fondo.

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